Il Teatro Verdi di Pisa conserva un patrimonio documentario che attraversa la storia culturale e sociale della città dal 1864 a oggi. Manifesti, mappe, fotografie, lettere, registri e materiali amministrativi raccontano l’attività del teatro e il rapporto con artisti, istituzioni, famiglie e realtà produttive del territorio.
Un archivio tra spettacolo e vita cittadina
Il nucleo storico, relativo al periodo compreso tra il 1864 e il 1935, è stato riordinato nel 2011 grazie a una tesi di laurea e dal 2016 è dichiarato dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana di interesse storico particolarmente importante. Accanto a questo fondo esiste un archivio di deposito che raccoglie i materiali degli ultimi decenni, in parte ancora da organizzare e studiare.
La documentazione comprende i registri degli azionisti proprietari dei palchi, le annotazioni sulle entrate e sulle uscite, le spese per il gas, gli elenchi della mobilia e le tasse sociali. Non mancano le trattative con agenti e fornitori per scenografie e costumi, le cause con privati, le richieste di assunzione e i carteggi con le istituzioni. Tra le carte sono state individuate anche lettere di protesta contro la malamovida dell’epoca, testimonianza di come il teatro fosse intrecciato alla vita quotidiana della città.
La ricerca dei documenti mancanti
Il principale vuoto riguarda i materiali compresi tra gli anni Trenta e gli anni Ottanta del Novecento. Nel 1935 i privati proprietari cedettero le azioni al Comune, che divenne titolare del teatro. I beni mobili furono trasferiti, ma non tutti vennero successivamente recuperati. Nel 1960 il Comune trasformò alcune sale del piano nobile nel Museo Civico Teatrale, esponendo cimeli, documenti e la Cronistoria del Teatro Verdi, manoscritto dell’ex presidente Garibaldo Bagnolesi con il resoconto della vita artistica dell’istituzione fino agli anni Sessanta.
Negli anni Ottanta l’associazione omonima assunse la gestione del teatro. I successivi traslochi, legati anche a interventi di ristrutturazione, riportarono i materiali in via Palestro, ma lasciarono una lacuna documentaria di circa mezzo secolo. Il recupero delle carte di quel periodo è oggi una delle attività centrali per ricostruire in modo completo la storia del Verdi.
Dal 2023 l’Area comunicazione e stampa ha avviato progetti di ricerca, collaborazioni e iniziative di studio e divulgazione, anche dopo alcuni tentativi di riordino e la denuncia della scomparsa di parte dei materiali. La collaborazione con il Dipartimento di Archivistica e con la professoressa Cristina Moro ha permesso di attivare tirocini dedicati alla documentazione non ancora organizzata secondo criteri scientifici.
Ad aprile, per la prima volta dopo circa 150 anni, alcune locandine storiche del Regio Teatro Nuovo di Pisa sono state esposte al pubblico grazie alla collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Pisa. Il restauro è stato finanziato da Farmigea. Tra i documenti figurano anche lettere e telegrammi di Puccini e Mascagni, oltre a un cartello autografo del compositore, insignito della cittadinanza onoraria nel 1928, con l’invito a non chiedergli autografi sulle fotografie.