Il progetto Pinqua di Cascina finisce al centro delle contestazioni della lista Cascina Rossa. Gli attivisti, insieme a Enrico Fiorini, candidato sindaco alle ultime elezioni amministrative, hanno effettuato un sopralluogo in via Medda, a San Frediano, davanti a uno dei cantieri compresi nel programma di rigenerazione urbana.
Secondo quanto riferito da Fiorini, il monitoraggio avrebbe riguardato tutti i 12 interventi previsti dal progetto. La spesa complessiva indicata è di 23.287.440 euro, con una partecipazione finanziaria del Comune di Cascina pari a 5.566.208 euro. La lista sostiene che la maggior parte dei lavori non sia ancora terminata e che gli interventi conclusi non siano stati collaudati.
I lavori e le scadenze
Tra le opere citate figurano l’intervento a Palazzo Bulleri, nel centro storico di Cascina, la realizzazione di mini-alloggi in via Medda, a San Frediano, e la ristrutturazione della villa storica di via Guelfi. Per Cascina Rossa, il nodo principale riguarda i tempi di realizzazione e il rispetto delle scadenze collegate al PNRR.
Il termine indicato per la conclusione dei lavori è il 30 giugno 2026. Fiorini osserva che diversi cantieri risultano ancora aperti e che, sulla base delle informazioni raccolte dalla lista, quello di via Medda dovrebbe concludersi a ottobre, quindi oltre la scadenza prevista dal bando. Il candidato chiede perciò di chiarire se i ritardi possano incidere sull’assegnazione o sulla conferma dei finanziamenti.
La richiesta di chiarimenti
Nel conteggio richiamato da Cascina Rossa, il progetto avrebbe ricevuto circa 14 milioni di euro di fondi PNRR. La lista cita inoltre i dati disponibili su OpenPNRR, secondo i quali sarebbe stato pagato circa il 55 per cento dell’importo. Resterebbero quindi, nella loro ricostruzione, circa 7 milioni di euro da finanziare. Da qui la domanda rivolta all’amministrazione comunale: chi dovrebbe farsi carico delle somme eventualmente non più coperte se le scadenze non venissero rispettate?
Fiorini solleva anche una valutazione sulla natura dell’intervento di via Medda, sostenendo che i mini-alloggi non risponderebbero a una reale esigenza abitativa e distinguendoli dalle case popolari. La posizione espressa dalla lista è quella di ottenere informazioni sullo stato effettivo dei lavori, sui collaudi e sulle conseguenze di eventuali ritardi. La richiesta riguarda anche l’individuazione dei soggetti chiamati a sostenere possibili costi aggiuntivi. Nel testo diffuso da Cascina Rossa non risultano, tuttavia, dichiarazioni dell’amministrazione comunale o dei responsabili dei cantieri sulle contestazioni sollevate.