La Camera penale di Pisa lancia l’allarme sulle condizioni della casa circondariale Don Bosco e chiede un confronto immediato tra avvocatura, magistratura e rappresentanti politici cittadini e regionali. Secondo i dati raccolti durante una visita effettuata il 31 agosto, l’istituto ospita 304 persone detenute a fronte di una capienza regolamentare di 195 posti. Per la presidente Serena Caputo non si tratta più di una semplice situazione di difficoltà, ma di una vera emergenza strutturale.
Sovraffollamento ed eventi critici
Il problema riguarda anche la sezione femminile, dove risultano 35 detenute per 24 posti disponibili. Nel corso dell’anno, riferisce la Camera penale, sono stati registrati 68 atti di autolesionismo, 23 tentati suicidi, 71 aggressioni tra detenuti, 61 episodi di violenza, minaccia o oltraggio a pubblico ufficiale e 67 invii urgenti al pronto soccorso.
Tra le persone recluse, inoltre, 36 presentano problemi psichiatrici. La situazione, secondo gli avvocati penalisti, è aggravata dalle condizioni strutturali e igienico-sanitarie dell’edificio: in numerose celle i bagni sono a vista, le docce non sono sufficienti e vengono segnalati problemi legati alla presenza di cimici da letto e a patologie come la scabbia. Laura Antonelli, tesoriere della giunta dell’Unione delle Camere penali italiane, ha riferito anche il caso di una bambina che sarebbe stata morsa dalle cimici dopo un colloquio con il genitore detenuto.
Il confronto con Volterra
La Camera penale contesta l’ipotesi di considerare il trasferimento di detenuti da altri istituti una risposta al problema. Dopo la chiusura di alcune sezioni di Sollicciano, al Don Bosco sono già arrivate 21 persone detenute. Per gli avvocati, questa scelta rischia di spostare l’emergenza da una struttura all’altra senza risolverla.
Come modello alternativo viene indicata la casa di reclusione di Volterra, che ospita circa 184 persone e, secondo quanto riferito, non presenta un problema di sovraffollamento. La struttura mantiene numeri contenuti e celle singole e offre percorsi di rieducazione e reinserimento, tra cui un laboratorio di sartoria, attività teatrali, tre percorsi scolastici e programmi universitari. Sono otto i detenuti iscritti all’Università.
Nel quadro tracciato dalla Camera penale viene segnalato anche un progetto destinato a migliorare gli incontri familiari. Grazie al coinvolgimento degli ordini professionali di architetti, ingegneri e geometri e al sostegno di diverse associazioni benefiche, è in programma la realizzazione di un giardino interno al Don Bosco, pensato soprattutto per i colloqui tra i genitori detenuti e i loro figli. La Camera penale di Pisa coordina l’iniziativa.