Turismo balneare

Pisa, settembre tiene: la sfida è allungare la stagione

Operatori cauti: arrivi stranieri in crescita nella seconda settimana, ma le tariffe alberghiere restano sotto osservazione.

Pisa, settembre tiene: la sfida è allungare la stagione

I dati ufficiali della piattaforma HBenchmark, che raccoglie e aggrega attraverso l’intelligenza artificiale informazioni reali e storiche sulle prenotazioni delle strutture ricettive, non sono ancora disponibili in forma definitiva. I primi riscontri, tuttavia, indicano una ripresa delle richieste sul litorale pisano nella seconda settimana del mese, dopo un avvio più lento.

Andrea Romanelli, presidente di Federalberghi-Confcommercio Pisa, spiega che il Litorale ha registrato un andamento positivo durante l’estate e che la tendenza sembra proseguire anche nel periodo successivo all’alta stagione. La prima settimana è stata considerata fisiologicamente più debole, come già accaduto a inizio agosto, mentre in seguito le prenotazioni hanno mostrato segnali più incoraggianti.

Tra i principali elementi di sostegno ci sono le presenze straniere, in particolare quelle provenienti da Germania e Paesi Bassi. Romanelli riferisce di un confronto con Booking, che dispone di un ampio bacino di ricerche per le strutture ricettive: a luglio le previsioni indicavano per il mese una flessione del 14% rispetto a settembre 2025, mentre la seconda settimana ha evidenziato una ripresa delle richieste.

Tariffe e andamento delle strutture

Nonostante i segnali positivi sul Litorale, il bilancio delle presenze turistiche a Pisa dovrebbe risultare leggermente negativo. Secondo Romanelli, una delle ragioni potrebbe essere il livello delle tariffe, non sempre competitivo rispetto ad altre destinazioni. Dopo la ripresa seguita alla pandemia, dal 2023 molte strutture hanno lavorato con livelli elevati di occupazione e prezzi sostenuti.

Il presidente di Federalberghi-Confcommercio Pisa riconosce il peso dei costi energetici e degli aumenti che incidono sulla gestione delle attività ricettive, ma osserva che in alcune località gli incrementi potrebbero avere influito sulla domanda. Il confronto tra le diverse tipologie di ospitalità mostra inoltre una maggiore difficoltà per gli alberghi, mentre appartamenti, residence e bed and breakfast avrebbero registrato risultati leggermente migliori.

Il quadro viene comunque valutato con prudenza, anche alla luce della situazione internazionale e dell’aumento generalizzato dei costi. Per Romanelli, i dati rappresentano un segnale da non trascurare, pur in un contesto che continua a offrire risultati complessivamente positivi rispetto alle difficoltà del mercato.

La destagionalizzazione come strategia

Per Federico Pieragnoli, direttore generale di Confcommercio Pisa, l’obiettivo non può limitarsi a sostenere il comparto nei periodi di crisi. La destagionalizzazione dovrebbe diventare una componente strutturale dell’attività turistica, capace di distribuire meglio i flussi e garantire maggiore stabilità economica alle imprese.

La ripresa delle richieste nella seconda settimana viene quindi considerata un indicatore da monitorare. Per Pisa e provincia, così come per altre aree della Toscana, l’estensione dell’attività oltre i mesi di punta è destinata ad assumere un peso crescente. La sfida indicata dagli operatori è trasformare i cosiddetti mesi di spalla in una parte stabile dell’offerta, affiancando alla promozione una diversa distribuzione dei soggiorni durante l’anno.