Il Comune di Pisa conferma il sostegno economico alle persone anziane non autosufficienti e introduce una nuova misura per l’acquisto di farmaci non rimborsati. La giunta ha inoltre approvato il bonus mamma e bebè, destinato ai nuclei residenti con una situazione economica entro la soglia Isee prevista dal provvedimento.
Aiuti per anziani e farmaci
Il pacchetto rivolto alla popolazione anziana comprende la conferma del bonus anziani 2026, destinato ai residenti in città non autosufficienti, e il nuovo bonus farmaci di fascia C. Quest’ultimo è rivolto alle persone di 70 anni o più che si trovano in condizioni di maggiore fragilità economica e punta a contribuire alle spese per i medicinali non rimborsati.
Per questi due interventi l’amministrazione comunale ha stanziato complessivamente 355mila euro: 340mila euro sono destinati al bonus anziani e 15mila euro al bonus farmaci di fascia C. Le richieste potranno essere inoltrate attraverso la piattaforma online del Comune di Pisa a partire dal 1° ottobre.
Il contributo per la nascita
La giunta ha dato il via libera anche al bonus mamma e bebè, una misura sperimentale pensata per sostenere le famiglie nelle spese legate alla nascita o all’ingresso in famiglia di uno o più figli. Il contributo è riservato ai nuclei residenti con Isee non superiore a 25mila euro.
Per il provvedimento sono stati messi a disposizione 90mila euro. Le risorse saranno distribuite in parti uguali tra i figli ammessi al beneficio, fino a un massimo di 1.500 euro per ciascun figlio. L’erogazione sarà una tantum e potrà essere utilizzata nelle farmacie e negli esercizi commerciali di generi alimentari convenzionati, per acquistare beni di prima necessità.
L’assessore Giovanna Bonanno ha sottolineato che la conferma del bonus anziani e l’introduzione del contributo per i farmaci rafforzano l’attenzione dell’amministrazione verso le persone non autosufficienti e quelle in maggiore difficoltà economica. Le misure si inseriscono nel quadro degli interventi comunali a sostegno delle famiglie e delle fasce più fragili della popolazione.