Il reparto arretrato del Pisa è finito al centro delle critiche in questo avvio di stagione. Considerando anche le due gare di Coppa Italia, la squadra nerazzurra ha incassato 12 reti in sette partite ufficiali, con una media vicina ai due gol subiti per incontro. Un rendimento inferiore alle attese per una formazione che, alla vigilia del campionato cadetto, puntava a inserirsi fin dalle prime giornate nelle zone alte della classifica.
Il cambio di modulo e le rotazioni
Tra le possibili spiegazioni di questa partenza ci sono il cambio di sistema di gioco e la continua alternanza degli interpreti. Dopo diverse stagioni impostate con un riferimento stabile nella linea a tre, l’allenatore Bianco ha preparato l’estate lavorando sulla difesa a quattro, schieramento utilizzato in quattro delle sette gare ufficiali disputate. Il passaggio a una nuova disposizione ha richiesto un periodo di adattamento, mentre la ricerca della migliore combinazione tra gli elementi ha limitato la continuità del reparto.
In questo contesto, diversi difensori e portieri hanno offerto prestazioni al di sotto delle aspettative. Uno dei casi più evidenti riguarda Francesco Coppola: il ventunenne era arrivato all’inizio della stagione circondato dalla fiducia del club e dell’ambiente, ma nelle partite giocate ha commesso più errori di quanti siano state le giocate positive.
Primasso è la sorpresa più positiva
Qualche incertezza ha riguardato anche Simone Canestrelli, considerato una delle colonne della rosa. Il difensore ha mostrato difficoltà soprattutto in fase di copertura e marcatura. Anche il capitano Antonio Caracciolo ha risentito della nuova disposizione tattica e di una condizione fisica non ancora ottimale: nell’ultima gara disputata a Mantova ha faticato più dei compagni a contenere le iniziative degli avversari, dopo aver trascorso molto tempo in panchina nelle settimane precedenti.
La nota più lieta è invece Andrea Primasso. Il centrale, nato a Terni e classe 2005, era inizialmente destinato a un prestito per maturare esperienza. L’impegno e il lavoro quotidiano lo hanno però portato a convincere Bianco e la dirigenza a confermarlo in rosa. Da quel momento Primasso ha scalato le gerarchie, conquistando spazio e visibilità nelle partite contro la Fiorentina e il Mantova.
Nel reparto hanno fornito segnali di affidabilità anche Calabresi e Bozhinov, mentre Angori, Zanon e Confente hanno alternato buone giocate ed errori. Per questi ultimi, il percorso resta legato alla ricerca della migliore condizione psicofisica. Il quadro complessivo rimane quindi condizionato dalla necessità di trovare maggiore stabilità, sia nelle scelte degli interpreti sia nell’applicazione del nuovo assetto.