Scuola e disabilità

Assistenza specialistica, scontro tra Comune e Asl a Pisa

Famiglie riunite dopo i disagi: azienda sanitaria, amministrazione e Pd si rimpallano competenze e risorse

Assistenza specialistica, scontro tra Comune e Asl a Pisa

È scontro a Pisa sulla gestione dell’assistenza specialistica destinata agli studenti con disabilità. Il servizio, rivolto alle scuole di ogni ordine e grado, ha subito una riduzione delle ore disponibili che ha provocato disagi alle famiglie. Sul tema si confrontano il Comune, l’Azienda Usl Toscana nord ovest e i rappresentanti del Partito Democratico, mentre i genitori si sono riuniti in un’assemblea cittadina per discutere le difficoltà incontrate.

Il chiarimento dell’azienda sanitaria

La questione è emersa dopo che l’amministrazione comunale, durante un question time della settimana precedente, aveva attribuito i ritardi del servizio a problemi nella comunicazione da parte dell’Asl. L’azienda sanitaria ha quindi precisato il proprio ruolo, richiamando gli effetti dello scioglimento della Società della Salute Pisana.

Secondo la ricostruzione dell’Azienda Usl Toscana nord ovest, la titolarità della funzione spetta agli enti locali. Nella Zona Pisana, tuttavia, la gestione operativa del servizio è stata affidata all’azienda sanitaria fino al 31 dicembre 2026. È stato inoltre avviato un percorso per rivedere l’organizzazione dell’assistenza, con l’obiettivo dichiarato di non procedere a una riduzione generalizzata, ma di assegnare le risorse in modo appropriato ed equo, valutando le necessità dei singoli casi.

La posizione dell’Asl viene letta come un chiarimento della distinzione tra responsabilità istituzionale e gestione concreta del servizio. L’azienda sostiene di operare su incarico degli enti locali e rimanda quindi a questi ultimi la responsabilità delle scelte relative alle risorse e all’organizzazione complessiva dell’assistenza.

La replica del Comune

L’assessore alla scuola Riccardo Buscemi ha respinto l’accusa di una riduzione dei finanziamenti da parte del Comune. Secondo l’amministratore, le risorse destinate all’assistenza specialistica sono invece aumentate: dai 600mila euro del 2020 si dovrebbe arrivare a oltre 1,4 milioni di euro nel 2026.

Buscemi ha aggiunto che il Comune non ha mai messo in discussione il fabbisogno orario né il relativo costo. La valutazione sull’appropriatezza delle ore, ha spiegato, spetta ai soggetti tecnici competenti e in particolare all’Asl, alla quale l’amministrazione ha delegato la gestione del servizio. L’assessore ha quindi respinto l’interpretazione secondo cui i disagi sarebbero la conseguenza di un taglio deciso dall’amministrazione comunale.

Il confronto si è trasferito anche sul piano politico. I consiglieri regionali del Partito Democratico Antonio Mazzeo e Matteo Trapani hanno annunciato un’interrogazione alla Giunta toscana, sostenendo che la responsabilità politica e finanziaria del Comune di Pisa resti centrale anche dopo il passaggio della gestione all’azienda sanitaria.

I due esponenti del Pd hanno chiesto all’amministrazione comunale di intervenire rapidamente per garantire le ore di assistenza necessarie. Nel caso in cui le risorse disponibili fossero ritenute insufficienti, hanno sollecitato il sindaco Conti a rivolgersi al Governo per ottenere uno stanziamento nazionale adeguato e strutturale.

Al centro del confronto restano le famiglie degli studenti, direttamente interessate dagli effetti della riorganizzazione. L’assemblea cittadina organizzata dai genitori ha riportato l’attenzione sui disagi registrati nelle scuole e sulla necessità di chiarire chi debba assumere le decisioni e garantire la continuità dell’assistenza.