Ricerca tecnologica

Un superdrone cerca dispersi nelle valanghe a Pisa

Il prototipo unisce Artva e LoRa per ampliare la portata delle comunicazioni durante le operazioni di salvataggio.

Un superdrone cerca dispersi nelle valanghe a Pisa

Un sistema wireless integrabile sui droni per aiutare le squadre di soccorso a individuare più rapidamente le persone sepolte dalla neve. È l’obiettivo di LoRa Snow, progetto tra i protagonisti dell’edizione di Bright-Night e sviluppato a Pisa da un gruppo di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche e dell’Università di Roma Tor Vergata.

La sperimentazione è stata avviata nel 2023 e si trova attualmente in fase sperimentale. Il prototipo, portatile e a bassi consumi, può essere installato su un drone e utilizzato durante gli interventi per la ricerca di dispersi sotto le slavine. A lavorare al progetto sono il Wireless Networks Lab dell’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione A. Faedo del Cnr, il servizio ReMoTe dell’Area della ricerca del Cnr di Pisa e il Pervasive Electromagnetic Lab dell’Università di Roma Tor Vergata.

La combinazione con l’Artva

La tecnologia è stata ideata per funzionare insieme all’Artva, l’apparecchio di ricerca dei travolti in valanga utilizzato da chi pratica sci-alpinismo, sci fuoripista e attività con racchette da neve in presenza di rischio valanghe. Il dispositivo, obbligatorio insieme a pala e sonda, emette un segnale radio che consente di stimare la distanza della persona che lo indossa.

Secondo quanto spiegato da Michele Girolami, ricercatore del Cnr-Isti e coordinatore del progetto, e da Andrea Berton, responsabile dell’Unità Remote, l’Artva ha però un raggio d’azione limitato a qualche decina di metri. L’integrazione con LoRa, tecnologia capace di trasmettere segnali anche a centinaia di metri, punta quindi ad ampliare la distanza alla quale i soccorritori possono stabilire un primo contatto radio con il disperso.

Il fattore tempo nelle ricerche

L’obiettivo della sperimentazione è ridurre i tempi necessari per la localizzazione e il disseppellimento. Un primo collegamento a una distanza maggiore potrebbe infatti fornire alle squadre un’indicazione iniziale sulla presenza della persona sotto la neve, facilitando le successive operazioni di ricerca.

La tempestività è considerata decisiva negli interventi dopo una valanga. Nei primi 15 minuti una persona sepolta conserva ancora possibilità di essere trovata in vita, mentre la probabilità diminuisce rapidamente in seguito, anche per la progressiva riduzione della sacca d’aria disponibile. Il progetto punta dunque a mettere in comunicazione le tecnologie già impiegate sul campo con un sistema trasportabile dai droni, nell’ambito di una sperimentazione ancora in corso.