Si è conclusa a Pisa l’edizione 2026 di Bright Night, la manifestazione dedicata alla divulgazione scientifica che quest’anno ha proposto oltre 200 appuntamenti. Laboratori, incontri e iniziative hanno portato la ricerca fuori dalle sedi accademiche, coinvolgendo il pubblico in diverse attività rivolte a bambini, giovani, famiglie e adulti.
Il tema della cura
Al centro dell’edizione è stato scelto il tema del prendersi cura, riferito al pianeta, alle persone, alle relazioni e al futuro della società. Giuseppe Iannaccone, vicario dell’Università di Pisa e coordinatore regionale della manifestazione, ha definito Bright una festa della scienza e un’occasione per avvicinare la ricerca alla vita quotidiana.
Iannaccone ha richiamato anche la responsabilità collettiva verso l’ambiente, citando la mostra dell’Ateneo dedicata al pianeta. Secondo il coordinatore, il tema scelto riflette le sfide del tempo presente e invita a considerare la conoscenza scientifica come uno strumento utile ad affrontarle.
Università e istituzioni insieme
Il sindaco Michele Conti ha sottolineato il ruolo di queste iniziative nell’attrattività di Pisa e nella valorizzazione della sua vocazione scientifica. Nel suo intervento ha ricordato il rapporto tra la città, la ricerca e l’innovazione, guardando con fiducia al futuro e alla presenza dei molti giovani coinvolti nella manifestazione.
Antonio Mazzeo, vice presidente del Consiglio regionale, ha posto l’accento sulla necessità di prendersi cura del pianeta, della società e della ricerca. Vittoria Raffa, coordinatrice scientifica e docente dell’Università di Pisa, ha invece descritto una scienza attenta alla collettività, alle relazioni e alla biodiversità.
Il programma ha coinvolto anche la Scuola Sant’Anna, con attività organizzate a Pisa, Pontedera e Livorno. Francesca Biondi ha indicato nella scienza e nella ricerca strumenti per sostenere le comunità, la società e la biodiversità. Il coinvolgimento di più sedi ha ampliato la dimensione territoriale dell’iniziativa.
Il presidente del Cnr di Pisa, Roberto Scopigno, ha spiegato che i contributi dei ricercatori sono stati selezionati e presentati in una forma comprensibile a più generazioni. Il Cnr ha partecipato nelle piazze della ricerca e nei laboratori, dove sono stati accolti centinaia di studenti, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico ai risultati degli studi.
La Scuola Normale, rappresentata da Francesco Cardarelli, ha definito Bright un’occasione per rafforzare la cosiddetta terza missione, cioè il rapporto tra gli atenei e la società. Vincenzo Napolano di Ego-Virgo ha infine richiamato il lavoro di divulgazione sui fenomeni e sui mondi lontani studiati dalla ricerca.
Con la chiusura dell’edizione, Bright Night dà appuntamento al prossimo anno. Il bilancio indicato dagli organizzatori è quello di una manifestazione articolata in più di duecento iniziative, distribuite tra istituzioni scientifiche, scuole e spazi pubblici.