Caso clinico

Salvato a Pisa senza aprire il torace: tecnica mai usata prima

Antonio Santorelli, 72 anni, era stato giudicato inoperabile: nove mesi dopo il decorso è ottimale.

Salvato a Pisa senza aprire il torace: tecnica mai usata prima

Antonio Santorelli, 72 anni, è il primo paziente al mondo sottoposto a un intervento cardiochirurgico a cuore battente e senza apertura del torace per la sostituzione di una bioprotesi mitralica degenerata. La procedura è stata eseguita all’ospedale di Cisanello, a Pisa, dall’équipe dell’Aoup, dopo che l’uomo era stato considerato inoperabile e gli erano state prospettate appena due settimane di vita.

Il paziente, originario della provincia di Grosseto e banchiere in pensione, aveva già affrontato un infarto miocardico e un coma. La bioprotesi impiantata anni prima aveva smesso di funzionare e il suo quadro clinico era ulteriormente peggiorato, con problemi al cuore e ad altri organi. Una nuova operazione a cuore aperto avrebbe comportato rischi elevatissimi a causa della sua fragilità biologica.

L’ultima possibilità dopo il deterioramento della protesi

Dopo diversi pareri negativi, la famiglia è stata indirizzata a Pisa. Qui il dottor Andrea Colli, primario di Cardiochirurgia dell’Aoup, ha illustrato l’unica opzione ancora praticabile: una procedura progettata appositamente per il caso di Santorelli, con incisioni minime endoscopiche e senza fermare il cuore.

La strategia è stata elaborata attraverso il lavoro dell’Heart Team, con il coordinamento di competenze diverse e l’obiettivo di ridurre i rischi dell’intervento. La sostituzione della valvola mitralica è riuscita. Dopo 61 giorni di ricovero, Santorelli ha proseguito il recupero all’ospedale di Grosseto, dove era stato seguito anche prima del trasferimento a Pisa dalla Cardiologia e dalla dottoressa Incoronata D’Aiello.

Il recupero e la pubblicazione scientifica

A nove mesi dall’operazione, il decorso clinico viene descritto come ottimale. Santorelli assume 15 farmaci al giorno, ma racconta di essere tornato alla vita quotidiana e di poter fare nuovamente il bagno al mare. Durante la degenza ha anche giocato a scacchi dal letto d’ospedale, inseguendo il sogno di diventare Maestro internazionale per corrispondenza.

La tecnica impiegata è stata presentata e pubblicata su riviste scientifiche di settore. Secondo i professionisti coinvolti, il caso può offrire indicazioni per lo sviluppo di nuove procedure e attrezzature destinate a pazienti cardiopatici considerati ad alto rischio. L’équipe ha sottolineato il ruolo della collaborazione tra gli specialisti, mentre il paziente ha ringraziato il personale degli ospedali di Pisa e Grosseto per l’assistenza ricevuta.