È stata riportata alla calma la situazione nel carcere Don Bosco di Pisa, dove nella serata di martedì 30 settembre si sono verificati gravi disordini. La polizia penitenziaria, con il supporto degli agenti arrivati da Firenze e di altri rinforzi regionali, ha ripreso il controllo di un reparto occupato da alcuni detenuti. Quattro persone sono state arrestate perché ritenute responsabili di aver incitato la rivolta.
L’occupazione del reparto
I disordini sono cominciati intorno alle 19, quando alcuni detenuti hanno preso possesso degli ambienti impedendo l’accesso agli agenti. Nel reparto erano presenti circa 56 reclusi. Per ostacolare l’intervento della polizia penitenziaria è stato versato dell’olio sul pavimento, rendendo scivolosi i percorsi e aumentando anche il rischio legato alla sua infiammabilità.
Durante la protesta, alcuni partecipanti hanno utilizzato smartphone posseduti illecitamente per riprendere le scene e pubblicarle sui social network, in particolare su TikTok. I video sono stati diffusi attraverso una diretta nella quale i detenuti, a volto scoperto e senza segni evidenti di percosse, hanno alternato interventi in italiano e in albanese.
Le accuse e la denuncia del sindacato
Nel corso della trasmissione online, i detenuti hanno sostenuto di essere stati colpiti con manganelli e hanno rivendicato il diritto a parlare liberamente in cella, senza il timore di essere spiati o intercettati. Si tratta di dichiarazioni diffuse durante la protesta e riportate nel contesto della diretta, mentre le forze intervenute hanno lavorato per contenere la situazione e ripristinare la sicurezza all’interno della struttura.
Sulla vicenda è intervenuto Gennarino De Fazio, responsabile della Uil Fp Polizia Penitenziaria, che ha definito i tumulti un segnale delle difficoltà del sistema carcerario. Il rappresentante sindacale ha richiamato anche il tema dell’utilizzo dei dispositivi di disturbo del segnale telefonico, citando il diverso scenario registrato nel carcere napoletano di Secondigliano.
Secondo i dati forniti da De Fazio, nel penitenziario pisano sarebbero presenti oltre 300 detenuti a fronte di 185 posti disponibili, con un sovraffollamento indicato nel 64 per cento. Gli agenti assegnati sarebbero 185, mentre il fabbisogno stimato dal sindacato arriverebbe a 347 unità. La Uil parla inoltre di una carenza complessiva di circa 20mila operatori e di un eccedenza nazionale di detenuti rispetto ai posti disponibili.
La polizia penitenziaria ha concluso l’intervento con il supporto di personale richiamato in servizio e di unità provenienti da altre sedi della regione. Al termine delle operazioni, il controllo del reparto è stato ristabilito e sono scattati i quattro arresti nei confronti delle persone considerate dagli investigatori coinvolte nell’incitamento alla rivolta.