Almeno 50 ambulanze delle Pubbliche Assistenze hanno attraversato questa mattina i lungarni di Pisa, con le sirene accese, per protestare contro l’aumento dei costi dei carburanti e dell’energia. La manifestazione è stata organizzata dalle 16 associazioni Anpas della Zona Pisana, preoccupate per le conseguenze dei rincari sulla continuità dei trasporti sanitari.
Il corteo ha raggiunto il palazzo della Prefettura, in piazza Mazzini, dove una delegazione ha consegnato una lettera al prefetto. Nel documento, le associazioni hanno evidenziato le difficoltà economiche che gravano su attività considerate essenziali per la popolazione, in particolare per le persone fragili, isolate, ammalate o con necessità di accompagnamento.
La situazione dei servizi
Le Pubbliche Assistenze della zona effettuano ogni anno circa 100 mila trasporti, oltre 60 mila dei quali riguardano interventi di emergenza-urgenza. Al momento, precisano le associazioni, i servizi non sono stati interrotti. La preoccupazione riguarda però la sostenibilità futura delle attività, già sottoposte a costi crescenti e a una serie di difficoltà organizzative.
Secondo il coordinamento guidato da Alessandro Betti, l’aumento del carburante si aggiunge alle maggiori spese di gestione, agli adempimenti burocratici, ai rimborsi ritenuti insufficienti e ai ritardi nei pagamenti. Per le associazioni, la somma di questi fattori rischia di compromettere l’equilibrio economico necessario a mantenere operativi mezzi e servizi.
Le richieste alle istituzioni
Attraverso il prefetto, le Pubbliche Assistenze chiedono che la situazione venga portata all’attenzione del Governo e della Regione Toscana. Tra le proposte indicate ci sono l’introduzione di carburanti a prezzi agevolati, sul modello previsto per il settore agricolo, l’eliminazione dell’Irap regionale per il volontariato e la cancellazione delle imposte comunali sulle sedi associative.
Nel corso della mobilitazione è stato rivolto anche un appello ai cittadini, invitati a destinare il 5 per mille alle associazioni del territorio. Il coordinamento sollecita infine risposte concrete da parte delle istituzioni, sottolineando che il riconoscimento del ruolo svolto dal volontariato non può sostituire interventi capaci di garantire la continuità dei trasporti e dell’assistenza.