Una parete trasparente permetterà ai visitatori di osservare i restauratori mentre lavorano nei laboratori dell’Opera della Primaziale Pisana. È una delle novità previste per il nuovo museo delle Antichità in costruzione a Pisa, dove l’attività quotidiana dei professionisti dovrebbe diventare parte integrante dell’esperienza del pubblico.
L’annuncio è stato dato da Andrea Maestrelli, presidente dell’Opera, a margine della Giornata europea del restauro celebrata in Piazza dei Miracoli. L’obiettivo è rendere visibili gli interventi sulle opere e sui monumenti, superando la separazione tra gli spazi di lavoro e i luoghi aperti ai visitatori. L’intenzione è inoltre trasformare le giornate di apertura dei cantieri in appuntamenti strutturali.
Un appuntamento per mostrare il restauro
Durante l’iniziativa, un pomeriggio aperto alla cittadinanza è iniziato all’Auditorium e proseguito con visite ai cantieri della Cattedrale, del Battistero e del Camposanto. Il percorso ha consentito di illustrare gli interventi di conservazione e manutenzione che interessano i monumenti della Piazza dei Miracoli e di presentare il lavoro svolto dalle maestranze.
Maestrelli ha spiegato che l’Opera intende istituzionalizzare i momenti di confronto con l’esterno, sia per valorizzare il contributo dei professionisti sia per verificare l’efficacia, l’efficienza e la produttività delle attività. Secondo il presidente, l’apertura dei laboratori rappresenta anche una sfida per evitare che il lavoro dell’ente resti rivolto soltanto al proprio interno.
Competenze manuali e ricerca scientifica
L’Opera della Primaziale Pisana impiega circa 30 restauratori impegnati ogni giorno nella tutela del patrimonio monumentale. Stefano Lupo, responsabile del settore restauro, ha indicato l’intenzione di creare un appuntamento annuale fisso per mostrare il dietro le quinte di un’attività fondata su studio, ricerca e competenze artigianali.
Il settore, ha aggiunto Lupo, ha ricevuto investimenti sia economici sia in termini di risorse umane. Il lavoro dei restauratori mette infatti insieme abilità manuali, formazione e analisi scientifica. Il direttore tecnico Roberto Cela ha sottolineato la collaborazione con istituti di ricerca, università e scuole di formazione, dalle quali arrivano ogni anno studenti. Nel percorso di tutela dei monumenti, artigianalità e tecnologia vengono così utilizzate insieme.