Rabbia e protesta

Protesta dei lavoratori contro Delca: “Stufi di respirare veleni”

Oltre 200 dipendenti della Pentair manifestano contro l'azienda Delca, accusata di inquinamento.

Protesta dei lavoratori contro Delca: “Stufi di respirare veleni”

Ieri, oltre 200 lavoratori della Pentair hanno partecipato a un presidio organizzato dalla Uilm davanti alla fabbrica Delca, esprimendo la loro frustrazione con il grido: “La Delca deve andare via”. La manifestazione è stata innescata dall’incendio che ha colpito un impianto di riciclo di plastiche a Lugnano, frazione di Vicopisano, lo scorso 8 giugno, che ha costretto i dipendenti a due settimane di cassa integrazione.

Durante il presidio, i lavoratori hanno denunciato la presenza di odori acri e la continua esposizione a sostanze tossiche, sottolineando che la Delca è ancora sotto sequestro probatorio disposto dalla procura di Pisa. “L’odore che non sentite, perché vi siete assuefatti, è lì, perennemente a ricordarci di questa discarica a cielo aperto”, ha dichiarato Francesco Ventavoli della Uilm di Pisa.

Richieste di trasparenza e sicurezza

Questa è stata la seconda manifestazione dopo quella al municipio, dove i lavoratori avevano chiesto maggiore trasparenza riguardo alle rilevazioni di Arpat, che hanno confermato l’assenza di contaminazioni. Tuttavia, il sindacato ha denunciato che i cumuli di rifiuti, sia combusti che incombusti, sono ancora presenti, creando un clima di paura per possibili nuove combustioni, specialmente con l’aumento delle temperature.

La vicesindaca Fabiola Franchi e il presidente del consiglio comunale Alessio Ferrucci sono intervenuti per cercare di placare gli animi, promettendo che i cumuli saranno rimossi a breve, ma hanno anche sottolineato che la loro presenza è legata a un procedimento della magistratura in corso. “L’incendio è durato 4 giorni e anch’io abito qui: quell’aria l’ho respirata”, ha affermato Franchi, evidenziando anche il danno d’immagine per un Comune che si definisce ‘plastic free’.

Un clima di insoddisfazione

Nonostante le rassicurazioni, la protesta non si è placata. Un lavoratore ha commentato: “Qui sembra che tutto sia finito nel dimenticatoio. Per l’ennesima volta si è sfiorata una tragedia, a distanza di 6 anni: non è accettabile”. Dall’inizio del 2026, sono stati otto gli stabilimenti andati a fuoco in Toscana, con l’ultimo incidente avvenuto alla Spedi di Migliarino. Per la Delca, questo è il secondo rogo dopo quello del 2020.

Il responsabile provinciale per la sicurezza della Uilm, Riccardo Riccio, ha chiesto di accelerare i tempi per lo smaltimento del materiale e ha sollevato interrogativi sul perché il 75% dei rifiuti trattati non sia toscano, chiedendo chiarimenti sulla presenza dell’impianto in un contesto urbano. Nel frattempo, il gruppo consiliare di minoranza Vicopisano del Cambiamento ha presentato una mozione di sfiducia contro il sindaco Matteo Ferrucci, sostenendo che le vicende legate a Delca Energy hanno compromesso il rapporto di fiducia con i cittadini.