Voci giovanili

A Pisa il cinema racconta migrazione e accoglienza

Quasi 150 alunni del Carducci hanno ascoltato la testimonianza di Ali Aboubakar

A Pisa il cinema racconta migrazione e accoglienza

Si è conclusa il 28 settembre 2026, al Cineclub Arsenale di Pisa, la rassegna cinematografica inserita nel Festival della Pace, della Nonviolenza e dell’Accoglienza. L’appuntamento ha riunito quasi 150 studenti del liceo Carducci, coinvolti in un percorso di riflessione sui temi dell’accoglienza e dell’immigrazione.

La mattinata si è chiusa con la proiezione di Io Capitano, il film di Matteo Garrone che segue il viaggio di Seydou e Moussa, due cugini adolescenti di Dakar diretti verso l’Europa. La storia attraversa il deserto del Sahara, le violenze subite in Libia e la traversata del Mediterraneo, mostrando anche gli episodi di solidarietà incontrati lungo il percorso.

Il confronto con gli studenti

In sala erano presenti gli alunni delle classi del liceo delle Scienze Umane e dell’indirizzo Economico Sociale, accompagnati dalle professoresse Lucia Liguori e Raffaella Berretta, promotrici dell’iniziativa, insieme alle docenti Valeria Artei, Giulia Di Sacco, Francesca Guglielmo, Lucia Marrucci, Cristina Passetti, Benedetta Risoldi, Valentina Viviana e Cecilia Diara. L’incontro è stato introdotto da Lucia Liguori e concluso da Umberto Mugnaini, presidente del comitato promotore del Festival.

Ad arricchire il confronto è stata la testimonianza di Ali Aboubakar, originario del Ciad. Nel 2011 l’uomo lasciò il villaggio di Rig Rig, nella regione del Kanem, attraversò il deserto e raggiunse la Libia, dove trovò lavoro. Lo scoppio della guerra civile lo costrinse a ripartire: dopo la traversata del Mediterraneo arrivò a Lampedusa e successivamente a Pisa, dove fu accolto in un centro della Croce Rossa.

Una storia di accoglienza

Attraverso un percorso promosso dalla Provincia di Pisa, Ali Aboubakar trovò un’occupazione al Centro Le Querciole, dove venne assunto dalla famiglia Mugnaini. Oggi, dopo oltre dodici anni, vive a Pisa, ha una casa e un lavoro stabile. La sua esperienza è stata proposta agli studenti come esempio concreto del percorso che può seguire una persona migrante quando trova sostegno e opportunità.

Rivolgendosi ai ragazzi, Umberto Mugnaini ha sottolineato che dietro la parola immigrato c’è sempre una persona con il diritto di cercare una vita migliore. La rassegna si è quindi chiusa con l’invito a guardare alle storie individuali oltre i numeri delle migrazioni, collegando la visione del film ai valori della pace, della nonviolenza e dell’accoglienza.