A Pisa il possibile tetto al numero di alunni stranieri nelle classi non rappresenta, almeno per l’anno scolastico in corso, un problema concreto. A sostenerlo è Andrea Simonetti, dirigente scolastico provinciale e provveditore agli studi, intervenuto sulla proposta annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la festa del movimento giovanile Gioventù Nazionale.
L’ipotesi avanzata dal Governo prevede uno spostamento degli alunni qualora la presenza di studenti stranieri superi il 30 per cento del totale della classe. La misura, tuttavia, non è ancora accompagnata da un decreto attuativo e non sono quindi disponibili le indicazioni operative necessarie per stabilire chi dovrebbe essere trasferito, secondo quali criteri e con quali modalità.
La proposta e i criteri ancora da definire
In base alle informazioni finora diffuse, il provvedimento non dovrebbe riguardare tutti gli studenti con background migratorio. Sarebbero esclusi gli alunni in possesso di un passaporto dell’Unione europea, tutelati dal diritto comunitario, e i ragazzi di seconda generazione che dimostrino una buona conoscenza della lingua italiana. Proprio la definizione di questo requisito resta però uno degli aspetti ancora da chiarire: non è stato infatti indicato come il Governo intenda valutare le competenze linguistiche.
Secondo Simonetti, le precisazioni fornite dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ridimensionano l’impatto della proposta sulle scuole pisane. Il dirigente sostiene che sarebbero pochi gli studenti che non possiedono i requisiti ipotizzati, a partire dalla conoscenza dell’italiano. La valutazione, però, resta necessariamente provvisoria in assenza di un testo normativo definitivo.
Le priorità delle scuole pisane
Il provveditore ha sottolineato che ogni considerazione dovrà essere verificata alla luce del decreto annunciato dal Governo. Fino a quando non saranno rese note le regole, non è possibile stabilire con precisione chi potrebbe essere escluso dalle classi, come dovrebbero essere organizzati gli eventuali spostamenti e quali procedure dovrebbero seguire gli istituti.
Nel frattempo, la situazione dell’anno scolastico già avviato non dovrebbe subire modifiche. Le classi sono state formate e l’organico è stato assegnato; per questo, ha spiegato Simonetti, le questioni da affrontare nelle scuole della provincia sono altre. Il tema della soglia per gli alunni stranieri non figura tra le emergenze operative individuate per l’attuale organizzazione scolastica.
Il dirigente scolastico provinciale incontrerà i presidi per fare il punto sulle principali difficoltà da gestire negli istituti. Mentre a Roma prosegue il confronto politico su numeri e limiti, a Pisa l’attenzione resta quindi rivolta al funzionamento delle classi già aperte e alle esigenze emerse con l’avvio delle attività didattiche.