Palazzo Blu di Pisa ospita la mostra Edward Hopper: New York e oltre, dedicata a uno dei principali artisti americani del Novecento. L’esposizione apre il 14 ottobre e resterà visitabile fino al 7 marzo 2027, con 150 opere provenienti dalle collezioni del Whitney Museum of American Art di New York e una selezione di materiali d’archivio legati alla vita e alla carriera del pittore.
Il percorso propone uno sguardo sulla geografia reale e mentale di Hopper, dalla New York in cui l’artista visse per circa sessant’anni fino a Parigi e ai paesaggi del New England, dalle coste del Maine a Gloucester e Cape Cod. Dipinti a olio, disegni, acquerelli e acqueforti raccontano la modernità attraverso scorci quotidiani, edifici, strade e figure immerse in atmosfere sospese.
Il percorso tra città e paesaggi
La rassegna mette al centro la complessità della vita moderna e gli anni della formazione europea. A Parigi, dove soggiornò per circa un anno nel 1906 e tornò altre due volte nei quattro anni successivi, Hopper entrò in contatto con l’impressionismo e la pittura moderna, sviluppando un particolare interesse per la luce e per la pittura all’aperto. Il confronto con l’Europa contribuì alla sua formazione, senza tuttavia portarlo a tornare oltre Atlantico.
Accanto ai lavori di Hopper sono presentate opere di alcuni artisti americani suoi contemporanei, tra cui Robert Henri, John Sloan, George Bellows, Guy Pène du Bois, Everett Shinn, Charles Burchfield, Charles Sheeler e Paul Strand. Il confronto mette in relazione linguaggi, temi e diversi modi di osservare la trasformazione della società americana.
Un ruolo rilevante è riservato anche al rapporto tra Edward Hopper e Josephine Nivison, artista e sua compagna, che fu la modella di quasi tutti i suoi dipinti. Jo contribuì inoltre alla conservazione e alla documentazione dell’opera del marito. Il Maine e Long Island furono tra i luoghi che ispirarono la produzione ad acquerello dell’artista, insieme alla ricerca sulla luce, sulle forme e sull’architettura.
La formazione e gli incontri
Nato nel 1882 a Nyack, nello Stato di New York, Hopper si formò nella Grande Mela sotto la guida di William Merritt Chase e Robert Henri. Quest’ultimo lo spinse a confrontarsi con la realtà americana e a privilegiare l’osservazione rispetto alla sola tecnica. Prima dell’affermazione come pittore, Hopper lavorò come illustratore e pubblicitario, esperienza che influenzò il modo di costruire le scene e di studiare le figure.
Nelle sue immagini di New York compaiono vetrine, ponti, uffici, teatri e case, elementi ordinari trasformati in occasioni di riflessione. Le scene suggeriscono domande su ciò che è accaduto prima o potrebbe accadere dopo, lasciando emergere il tema dell’introspezione e della solitudine dei personaggi.
Durante il periodo della mostra è previsto anche un ciclo di conferenze con critici d’arte, storici e accademici. Gli incontri affronteranno la figura e il lavoro di Hopper attraverso temi legati alla letteratura, all’arte, al cinema e alla storia. La curatela è affidata a Barbara Haskell, curatrice del Whitney Museum of American Art, insieme a Caroline Webb, assistente curatrice dello stesso museo.