Conti e servizi

A Pisa la Pubblica Assistenza versa quasi 400mila euro

Numeri del 2025, apporto di Pages e calo degli iscritti: restano le preoccupazioni per carburanti e Case di comunità

A Pisa la Pubblica Assistenza versa quasi 400mila euro

La Pubblica Assistenza di Pisa ha chiuso il 2025 con un esborso fiscale complessivo vicino ai 400mila euro. La cifra comprende i 71.539,87 euro versati direttamente dall’associazione e le imposte pagate da Pages srl, società autonoma interamente controllata dalla stessa realtà e attiva nei servizi economico-commerciali, tra cui quelli funebri.

La costituzione di Pages risale al 2016, quando la Pubblica Assistenza ha trasferito nella nuova società alcune attività per adeguarsi alle normative. Nel frattempo l’associazione ha continuato a sviluppare altri servizi a carattere economico. Sommando i versamenti delle due realtà, il totale indicato per il 2025 arriva a circa 385mila euro. Il bilancio complessivo ammonta invece a 6.648.018,11 euro, con utili pari a 67.555,66 euro.

Il confronto con il 2000

I dati sono stati presentati in occasione di un momento di festa, ma anche di riflessione sull’evoluzione dell’attività. Dal 2000 al 2025, secondo l’indice Istat richiamato dall’associazione, l’incremento è stato del 59 per cento. Venticinque anni fa i dipendenti erano 16, lo stesso numero registrato oggi per la Pubblica Assistenza, ai quali si aggiungono i 25 dipendenti di Pages.

Nello stesso periodo è diminuito il numero dei soci, passati da 10.350 agli attuali 8mila. Non è invece possibile effettuare un confronto sui volontari, perché nel 2000 non erano stati rilevati. Nel 2025 se ne contavano 589. In forte crescita risultano i servizi svolti: dai 3.264 del 2000 si è arrivati a 18.350, mentre i chilometri percorsi sono passati da 85.486 a 314.169.

Le difficoltà indicate dall’associazione

Il presidente Betti ha spiegato che nel bilancio è stato volutamente evitato il tema dei carburanti, già affrontato nei giorni precedenti. L’aumento dei costi, secondo quanto riferito, mette sotto pressione l’attività e potrebbe creare problemi ai servizi se non sarà accompagnato da un adeguamento dei rimborsi.

Tra le incognite viene indicato anche il futuro delle Case di comunità. L’eventuale trasferimento dei medici di base in queste strutture, ha sottolineato il presidente, potrebbe portare alla chiusura delle sedi dell’associazione, con conseguenze soprattutto per i cittadini e per le persone più fragili.