Un centinaio di persone ha partecipato a Pisa alla mobilitazione in bicicletta organizzata da associazioni ambientaliste, comitati e forze di opposizione per contestare le previsioni del Poc, il piano al centro del dibattito sulla trasformazione urbanistica della città. La manifestazione si è svolta ieri pomeriggio con partenza da viale delle Piagge e si è sviluppata lungo un percorso di circa nove chilometri.
La carovana ha attraversato alcune delle aree indicate dagli organizzatori come maggiormente interessate da nuove edificazioni, parcheggi e interventi di trasformazione. Dopo il passaggio da Cisanello e Pratale, il gruppo ha raggiunto il centro storico, la zona della stazione, via Cattaneo, San Giusto e San Marco. La conclusione è stata al circolo Arci dell’Alberone, dove si è svolto un momento conviviale accompagnato da un confronto sul diritto all’abitare.
Le contestazioni dei comitati
Fausto Pascali, di Pisa Depredata, e Judit Nessi, di Legambiente, hanno indicato nelle aree di Cisanello e Pratale i quartieri in cui, a loro giudizio, si concentrano le principali previsioni di nuove costruzioni e parcheggi. Secondo i promotori, gli interventi comporterebbero un rilevante impiego di aree libere e una riduzione del patrimonio di biodiversità. I comitati di via Maccatella e via Don Bosco hanno richiamato anche la necessità di progetti di riforestazione.
Antonio Mori, del Comitato difesa alberi Pisa, ha sintetizzato la posizione del gruppo chiedendo di azzerare il Poc e contrapponendo una città più verde a un modello definito più grigio. Durante il percorso, le associazioni hanno collegato il tema urbanistico ad altri aspetti della vita cittadina: dal diritto allo studio, con il riferimento a mense e aule studio, alla destinazione degli edifici abbandonati e alla diffusione di residenze di lusso e strutture turistico-ricettive.
Quartieri, abitare e biciclette
In zona stazione e in via Cattaneo, l’Unione inquilini ha posto l’attenzione sulle politiche relative ai frazionamenti e all’utilizzo dei negozi al piano terra, sostenendo che incidano sulla qualità dell’abitare. A San Giusto e San Marco, Legambiente, Greenpeace Pisa e il Comitato difesa alberi hanno invece denunciato una carenza di verde fruibile e di servizi, oltre alle conseguenze che, secondo le associazioni, deriverebbero dagli interventi infrastrutturali e immobiliari previsti in quei quartieri.
Alla mobilitazione ha aderito anche la Fiab. Daniele Vaccari ha chiesto più spazio per la mobilità ciclabile, a partire dagli stalli per le biciclette, e ha sollevato il tema del bike sharing gestito da Pisamo. Tra le richieste figurano inoltre piste ciclabili realizzate secondo le norme e una maggiore attenzione alla bicicletta come mezzo di trasporto sostenibile.
Gli organizzatori hanno sottolineato il collegamento tra le diverse zone della città, sostenendo che le trasformazioni previste a San Giusto possano avere effetti anche sui Passi e sul Cep. Nel riepilogo delle tappe sono stati indicati il consumo di suolo in via Mariscoglio, la biodiversità davanti alla Coop di Cisanello, il diritto allo studio nei pressi dell’aula Pacinotti, il diritto alla città in lungarno Pacinotti, il diritto all’abitare in piazza Guerrazzi e la vivibilità dei quartieri davanti alle scuole di via Conti.