Aggressioni e violenza nei reparti sono al centro delle iniziative messe in campo dall’Azienda ospedaliero-universitaria pisana. A fare il punto è la direttrice generale Katia Belvedere, intervenuta dopo il protocollo sottoscritto in Prefettura per avviare un ciclo di corsi destinati al personale della psichiatria territoriale, tra gli ambiti assistenziali maggiormente esposti.
Il tema, ha spiegato Belvedere, richiede un intervento coordinato tra servizi sanitari, strutture territoriali, autorità giudiziaria e forze dell’ordine. La direttrice ha richiamato anche la vicenda della dottoressa Barbara Capovani, definita una delle ferite più gravi per la comunità sanitaria e per il servizio pubblico. Secondo l’Aoup, la risposta deve comprendere prevenzione, formazione, monitoraggio e sostegno agli operatori.
Prevenzione e interventi nei reparti
Gli episodi che hanno coinvolto il servizio psichiatrico di diagnosi e cura dell’Asl Toscana Nord Ovest, ospitato nel presidio di Santa Chiara a Pisa, hanno evidenziato la complessità delle situazioni affrontate quotidianamente. Gli operatori devono garantire la cura del paziente, la protezione degli altri ricoverati e la propria incolumità, anche in presenza di quadri clinici imprevedibili o associati a dipendenze.
L’Aoup ha riferito di aver potenziato le misure di sicurezza con sistemi di videosorveglianza e pulsanti di allarme ed emergenza, collegati all’intervento immediato delle guardie giurate presenti 24 ore su 24 nei plessi ospedalieri. Tra le azioni preventive figurano inoltre i facilitatori del Pronto soccorso, incaricati di fornire informazioni e accoglienza per ridurre ansia e conflittualità.
Una parte della strategia riguarda il riconoscimento tempestivo dei segnali che possono precedere un comportamento violento: variazioni nel tono della voce, postura rigida, insofferenza e crescente aggressività verbale. Per questo l’Azienda sta investendo nella formazione sulle tecniche di de-escalation e sulla gestione dei conflitti, con l’obiettivo di rendere gli operatori più preparati ad affrontare le situazioni critiche.
Formazione e sostegno al personale
Il profilo dei pazienti ricoverati nei reparti psichiatrici, ha osservato la direttrice, è diventato più complesso. L’aumento dei casi di doppia diagnosi, con la compresenza di disturbi psichiatrici e dipendenze, richiede una collaborazione stabile tra istituzioni, servizi sanitari e forze dell’ordine. Il protocollo siglato con la Prefettura, l’Asl Toscana Nord Ovest e gli organismi di sicurezza rappresenta, in questo quadro, uno degli strumenti di coordinamento.
Il personale del Pronto soccorso ha già partecipato a corsi dedicati alla gestione dell’ansia e dello stress, alla comunicazione nelle fasi di crisi e alle procedure di sicurezza. L’Aoup punta a estendere la formazione ai reparti più esposti, affiancandola a servizi di supporto psicologico e percorsi di debriefing dopo gli eventi critici.
Per i dipendenti aggrediti sono previste anche forme di tutela legale e amministrativa, oltre a un sistema interno di segnalazione e monitoraggio. L’obiettivo è intercettare rapidamente le situazioni di disagio e intervenire sulle criticità organizzative. La direzione ha infine confermato la disponibilità al confronto con rappresentanze sindacali, responsabili della sicurezza e lavoratori, per trasformare le segnalazioni in misure concrete di protezione.