Distribuzione territoriale

Birra Pisana, il successo tra i turisti e il limite del campanile

Federico Bianca racconta l’esperienza del brand nato cinque anni fa e le difficoltà incontrate oltre i confini cittadini.

Birra Pisana, il successo tra i turisti e il limite del campanile

La Birra Pisana è apprezzata dai visitatori, ma incontra difficoltà a imporsi fuori dal territorio cittadino. A raccontare il percorso del marchio è Federico Bianca, titolare dell’attività e tra i produttori presenti al Terre di Pisa Food & Wine Festival. Il prodotto è distribuito soprattutto nei locali di Pisa, mentre la presenza nelle città vicine rimane limitata.

Un marchio nato per raccontare Pisa

Il progetto è nato cinque anni fa, quando tre birrifici del territorio sono stati riuniti sotto un unico marchio. L’obiettivo era creare una birra immediatamente riconducibile alla città, a partire dal nome e dall’etichetta. Sulla confezione sono rappresentati alcuni dei simboli più noti di Pisa: la Torre, il Gioco del Ponte, i Lungarni, le stelle di Galileo e le regate.

Secondo Bianca, il prodotto ha trovato il suo principale pubblico tra i turisti, interessati a conoscere le specialità legate ai luoghi visitati. La domanda, invece, è più difficile da sviluppare nei territori vicini. Il titolare riferisce che a Lucca e Livorno le vendite sono assenti e che anche a Tirrenia, località frequentata da molti livornesi, la birra incontra una scarsa accoglienza.

Il mercato e le nuove abitudini

La distribuzione è più capillare nei locali pisani, in particolare nei ristoranti e nelle pizzerie. Nella zona del Duomo il marchio è presente in numerose attività, ma la rete commerciale si interrompe, secondo quanto riferito dal titolare, oltre Vicopisano. Il limite non sarebbe soltanto commerciale: Bianca richiama anche il tradizionale campanilismo tra Pisa, Lucca e Livorno, che condizionerebbe la percezione del prodotto.

Nel frattempo, il settore della birra artigianale sta attraversando una fase diversa rispetto al boom degli ultimi vent’anni. Molti consumatori chiedono una birra tradizionale, mentre l’interesse cresce quando viene evidenziato il legame con il territorio. La componente locale rappresenta quindi uno degli elementi che favoriscono gli acquisti da parte dei visitatori, soprattutto stranieri.

La gamma comprende una bionda, una Ipa e un’ambrata, tutte prodotte seguendo criteri artigianali. La concorrenza con i grandi marchi industriali ha spinto il gruppo a lavorare su nuove ricette, con l’obiettivo di mantenere un livello qualitativo competitivo. Un altro fronte indicato da Bianca riguarda i giovani, che secondo il titolare consumano sempre meno birra e rappresentano perciò un pubblico da intercettare con proposte adeguate.