Sanità pubblica

Dengue, 22 casi in Toscana: l’allarme da Pisa

Il direttore Marco Falcone invita a rafforzare sorveglianza, rete infettivologica e controllo degli insetti vettori.

Dengue, 22 casi in Toscana: l’allarme da Pisa

Sono 22 i casi accertati di Dengue in Toscana, compresi alcuni episodi autoctoni. Il dato indica che il virus non è stato soltanto importato, ma può essere trasmesso anche dalle zanzare presenti sul territorio. A richiamare l’attenzione sull’evoluzione del fenomeno è Marco Falcone, direttore di Malattie infettive a Pisa, che parla di un quadro che comincia ad assumere le caratteristiche di un’epidemia.

Secondo Falcone, la presenza di casi autoctoni rappresenta un segnale della circolazione locale del virus. Al momento, ha spiegato, non risultano situazioni con una presentazione fulminante o di particolare gravità. Le condizioni dei singoli pazienti restano tutelate dalla privacy, mentre sul piano generale il decorso più frequente dell’infezione è caratterizzato da sintomi lievi o, in alcuni casi, dall’assenza di sintomi.

I sintomi e le forme più gravi

Nelle persone che contraggono la Dengue per la prima volta, nell’85% dei casi può comparire una sindrome simile all’influenza, con dolori, mal di testa e stanchezza. In altri casi la positività viene individuata attraverso il controllo degli anticorpi. Per le forme comuni, il trattamento indicato consiste generalmente in alcuni giorni di farmaci antipiretici e antinfiammatori, mentre non sono disponibili cure specifiche.

Una parte dei pazienti può tuttavia sviluppare complicazioni. Nel 5-10% dei casi può verificarsi un coinvolgimento del sistema nervoso centrale, con febbre molto alta, cefalea, sopore, confusione mentale e forti dolori muscolari e ossei. Esiste inoltre il rischio di forme fulminanti o emorragiche soprattutto nelle persone già infettate, che in caso di reinfezione possono avere una risposta immunitaria eccessiva. Queste manifestazioni sono associate a una mortalità più elevata.

Sorveglianza e prevenzione

Il vaccino contro la Dengue è attualmente raccomandato per chi deve soggiornare a lungo in aree come il Sud America, il Sud-est asiatico e le zone tropicali. In Italia, invece, non è al momento indicato in modo generalizzato. Falcone osserva però che l’eventuale crescita dei casi dovrà portare a rivalutare le strategie, in un contesto segnato dai cambiamenti climatici e dalla diversa circolazione degli uccelli migratori, possibili portatori di virus.

Tra le priorità indicate c’è il potenziamento della rete infettivologica sul territorio, con specialisti presenti anche nelle strutture di assistenza locale e collegati ai grandi ospedali. Per quanto riguarda la disinfestazione, l’intensificazione delle procedure potrebbe essere giustificata in caso di aumento dei casi. La strategia, però, dovrebbe partire da un monitoraggio periodico delle zanzare in Toscana, anche attraverso tecniche molecolari. Il superamento di una soglia di positività negli insetti dovrebbe far scattare tempestivamente gli interventi di prevenzione.