La dengue non è più soltanto una malattia tropicale. Anche in Italia, e in particolare in Toscana, la presenza della zanzara tigre e l’aumento dei viaggi verso le aree dove il virus è endemico rendono possibili episodi di trasmissione locale. A spiegare i fattori che favoriscono la diffusione è Marco Martinelli, divulgatore scientifico e ricercatore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ha affrontato il tema anche sul proprio canale TikTok.
Secondo Martinelli, il rischio deve essere preso sul serio ma senza allarmismi. Per chi vive in Toscana e si trova al di fuori delle aree interessate da un focolaio, la probabilità di contrarre l’infezione resta generalmente bassa. La trasmissione locale può però verificarsi quando una persona rientrata da un Paese in cui la dengue è presente viene punta da una zanzara, che può successivamente trasmettere il virus ad altri individui.
Il ruolo dei viaggi e della zanzara tigre
Molte infezioni da dengue sono asintomatiche o provocano sintomi lievi, ma una parte dei casi può evolvere in forme gravi. Per questo, spiega il ricercatore, sono importanti la sorveglianza sanitaria, la diagnosi tempestiva e le misure di controllo delle zanzare. Chi rientra da una zona endemica dovrebbe prestare attenzione alla comparsa di febbre o altri disturbi e rivolgersi al medico in caso di sintomi.
In presenza di infezione è consigliato riposare, bere molti liquidi e proteggersi dalle punture, così da evitare che altre zanzare acquisiscano il virus. Per febbre e dolore può essere utilizzato il paracetamolo seguendo le indicazioni sanitarie, mentre aspirina e farmaci antinfiammatori non steroidei, come l’ibuprofene, vanno evitati per il possibile rischio di sanguinamento. Dolore addominale intenso, vomito persistente o emorragie richiedono assistenza urgente.
Un caso importato è un’infezione contratta all’estero; si parla invece di trasmissione locale quando il contagio avviene in Italia attraverso zanzare infette. La diffusione della zanzara tigre, arrivata nel Paese attraverso il commercio internazionale nel 1990, ha aumentato le possibilità di trasmissione. A questo si aggiungono i viaggi internazionali e la presenza di persone viremiche, cioè in grado di trasmettere il virus attraverso la puntura dell’insetto.
Temperature più alte e stagione delle zanzare più lunga
Il clima rappresenta un ulteriore elemento di amplificazione. Temperature elevate e stagioni favorevoli più lunghe possono aumentare la presenza della zanzara tigre e, in determinati intervalli termici, accelerare la replicazione del virus nell’insetto. Martinelli cita uno studio secondo cui ogni grado in più della temperatura media estiva sarebbe associato a un 55% di aumento del rischio di focolai di dengue o chikungunya.
Definire la dengue una malattia non più soltanto tropicale non significa che sia già endemica ovunque in Italia. Significa, piuttosto, che in presenza di persone infette provenienti da aree a rischio e di condizioni ambientali favorevoli possono verificarsi contagi locali. Il monitoraggio dei casi e la prevenzione delle punture restano quindi gli strumenti principali per contenere la diffusione.