Una delle tre persone ricoverate per epatite A all’ospedale di Livorno è stata dimessa. Restano quindi due pazienti nel reparto di Malattie Infettive, entrambi in buone condizioni. Gli altri contagiati non hanno avuto bisogno del ricovero.
I casi complessivi emersi sono dieci e sono stati segnalati dai servizi di Igiene Pubblica dell’Asl Toscana Nord Ovest. L’ipotesi attualmente più accreditata è che il contagio possa essere avvenuto all’interno di uno stabilimento balneare tra Tirrenia e Calambrone, nel territorio pisano.
Gli accertamenti dell’Asl
Le indagini dell’azienda sanitaria sono ancora in corso e puntano a ricostruire con precisione l’origine delle infezioni. In particolare, gli operatori stanno confrontando i diversi casi e verificando le possibili esposizioni, per capire se esista un collegamento comune tra le persone colpite.
L’Asl ha comunque precisato che non è possibile stabilire con certezza la fonte dell’infezione. La presenza di una fonte comune resta il principale obiettivo degli accertamenti, mentre l’eventuale cluster nella struttura balneare costituisce al momento soltanto un’ipotesi da verificare.
Il parere del virologo
Sulla vicenda è intervenuto il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università di Milano. L’esperto ha invitato a non allarmarsi, ma neppure a sottovalutare il segnale rappresentato dai dieci casi, sottolineando che è ancora presto per parlare di un focolaio concentrato in una specifica struttura.
Secondo Pregliasco, quando compaiono più casi nello stesso territorio è necessario cercare un possibile denominatore comune, che può essere un alimento contaminato, l’acqua, una particolare esposizione o il contatto tra persone. Un elemento da considerare è anche il periodo di incubazione dell’epatite A, che può variare indicativamente tra 15 e 50 giorni: i contagi osservati ora potrebbero quindi risalire a diverse settimane prima.
Tra le precauzioni indicate dal virologo c’è il lavaggio accurato delle mani, soprattutto dopo essere andati in bagno e prima di preparare o consumare alimenti. È inoltre disponibile il vaccino contro l’epatite A, utilizzabile a scopo preventivo nei casi indicati dai servizi di sanità pubblica.