La casa circondariale Don Bosco di Pisa ha accolto la visita di Ibrahima Dieng, presidente dell’Unità migranti Italia, accompagnato dalla direttrice dell’istituto Alice Lazzarotto. L’incontro ha permesso di avviare un confronto con i detenuti di origine straniera e con le comunità presenti sul territorio, con l’obiettivo di costruire percorsi di ascolto, sostegno e reinserimento sociale.
Nel corso della visita è stata sottolineata l’importanza di mantenere relazioni stabili tra il carcere, le realtà associative e le rappresentanze delle diverse comunità nazionali. Il dialogo si inserisce nella funzione rieducativa della pena e nella necessità di favorire responsabilizzazione, inclusione e opportunità utili a ridurre il rischio di recidiva.
Un canale tra istituzioni e comunità
L’iniziativa è stata resa possibile anche dal lavoro di raccordo istituzionale svolto dal personale della polizia penitenziaria in servizio alla Procura della Repubblica di Pisa. Attraverso questo collegamento è stato creato un canale diretto tra l’Amministrazione penitenziaria e l’Unità migranti Italia, con la prospettiva di organizzare nuove attività all’interno dell’istituto.
Dieng ha manifestato la disponibilità dell’Unità migranti a collaborare con la casa circondariale attraverso iniziative sociali, culturali e di sostegno umano. Tra le ipotesi indicate ci sono anche incontri periodici con i detenuti di origine senegalese, per mantenere un collegamento con la comunità esterna e accompagnare percorsi di crescita personale.
Permessi di soggiorno e formazione
Durante il confronto sono emerse alcune delle difficoltà più frequenti tra le persone detenute, a partire dai tempi di attesa per i permessi di soggiorno. Sulla questione hanno dato disponibilità a collaborare l’ambasciatore senegalese Ngor Ndiaye e il vice questore Claudio Cappelli, dirigente dell’ufficio immigrazione della Questura di Pisa.
Tra gli obiettivi indicati figurano inoltre il potenziamento dei corsi di italiano e la creazione di opportunità di lavoro. Dieng ha ringraziato la direzione del carcere, la procuratrice Teresa Angela Camelio e l’ispettore superiore di polizia penitenziaria Angelo De Grazia, ribadendo la volontà di proseguire il confronto per sostenere il reinserimento nella società.