Memoria repubblicana

L’eredità di Ciampi tra libertà, Costituzione e impegno civile

Domenico Marchetta rilegge il percorso dell’ex presidente e il valore della partecipazione democratica nell’Italia contemporanea.

L’eredità di Ciampi tra libertà, Costituzione e impegno civile

La lezione di Carlo Azeglio Ciampi resta legata a un’idea di patriottismo fondata sulla libertà e sui principi costituzionali. A sostenerlo è Domenico Marchetta, presidente onorario della Corte dei conti e della Fondazione Aises, che fu per dieci anni tra i più stretti collaboratori dell’ex capo dello Stato, prima durante l’esperienza di governo e poi nel settennato al Quirinale.

Marchetta affida la sua lettura anche al libro Carlo Azeglio Ciampi. Patriottismo e libertà, in uscita a ottobre per le edizioni della Normale, nel decennale della morte del presidente, che fu anche allievo della Scuola Normale di Pisa. Al centro dell’analisi c’è il messaggio patriottico di Ciampi, collocato nello spazio democratico definito dalla Costituzione.

Una pedagogia civile

Secondo Marchetta, l’azione di Ciampi può essere interpretata come una forma di pedagogia democratica e repubblicana. L’obiettivo era favorire una maggiore alfabetizzazione costituzionale e civica, aiutando i cittadini a riconoscere il valore della libertà e della democrazia conquistate con la lotta di liberazione.

Quello sforzo mirava a formare cittadini capaci di partecipare alla vita pubblica, attenti al bene comune e consapevoli dei diritti e dei doveri che sostengono la democrazia. In questa prospettiva, il patriottismo non veniva inteso come contrapposizione, ma come responsabilità quotidiana e come parte di un percorso rivolto anche all’integrazione dell’Italia nella più ampia dimensione europea.

Marchetta considera ancora irrisolti alcuni nodi dell’identità italiana all’interno dell’assetto costituzionale, democratico e repubblicano. La costruzione di una consapevolezza condivisa, osserva, sarebbe necessaria per superare una transizione rimasta a lungo incompiuta e per definire il significato dell’essere italiani in un mondo in trasformazione.

Un’eredità ancora attuale

Alla domanda su un possibile erede di Ciampi, Marchetta evita di indicare una singola figura. Gli eredi, spiega, sono tutti coloro che vivono con partecipazione e consapevolezza il sistema di regole, valori e principi su cui si fonda la democrazia. Quando questa consapevolezza si unisce alla passione civile, l’impegno politico diventa dedizione e responsabilità verso la collettività.

Nel confronto con la disaffezione contemporanea verso la politica, l’ex presidente viene quindi ricordato non come il modello di una nuova figura tecnica, ma come il riferimento di un progetto civile. La sua attenzione era rivolta a rafforzare la Repubblica esistente e l’unità politica dell’Europa, costruendo gli anticorpi necessari a una democrazia: senso di appartenenza, memoria condivisa e fiducia reciproca.

Per Marchetta, questi elementi non si consolidano una volta per tutte, ma devono essere rinnovati a ogni generazione. La pedagogia civile di Ciampi, dunque, non rappresenta un capitolo chiuso della storia repubblicana: resta un compito aperto, legato a problemi che non sono stati risolti e che, sotto alcuni aspetti, si sono ulteriormente aggravati.