Le allerte meteo e la conseguente chiusura di scuole e altre attività possono trasformarsi in un problema concreto per le famiglie. Quando l’ordinanza arriva con poche ore di preavviso, molti genitori che lavorano devono trovare rapidamente una soluzione per accudire i figli, spesso senza poter contare su ferie, permessi, lavoro da remoto o parenti disponibili.
Da Pisa parte una petizione per chiedere allo Stato l’introduzione di un permesso emergenza scuola. A promuoverla è Tiziana Tonarelli, madre lavoratrice e amministratrice del gruppo Facebook Sei di Pisa se, che ha avviato una raccolta firme online con l’obiettivo di ottenere maggiori tutele per i genitori durante le giornate di chiusura disposte a causa del maltempo.
La richiesta di un permesso dedicato
L’iniziativa non mette in discussione le decisioni delle autorità sulla chiusura degli istituti. In presenza di un’allerta arancione, spiega Tonarelli, la sicurezza deve restare la priorità, soprattutto quando sono coinvolti i bambini. Il problema riguarda invece le conseguenze organizzative ed economiche che ricadono sulle famiglie una volta adottato il provvedimento.
La comunicazione della sospensione delle attività può arrivare la sera precedente, quando diventa difficile organizzare in tempi brevi l’assistenza ai figli. I genitori possono così essere costretti a perdere una giornata di lavoro oppure a ricorrere a soluzioni improvvisate. Chi non dispone di ferie, permessi, smart working, nonni o altri familiari disponibili rischia di trovarsi senza alternative.
Gli spostamenti e i campi estivi
Secondo la promotrice, il paradosso è che un’allerta pensata per limitare i rischi può spingere alcuni genitori a compiere ulteriori spostamenti in auto. Per poter andare al lavoro, infatti, possono dover accompagnare i figli da un nonno, da un parente o da una persona in grado di occuparsene, aumentando le difficoltà proprio durante le condizioni meteorologiche più delicate.
La stessa situazione, sostiene Tonarelli, può ripresentarsi con i campi estivi, scelti da molte famiglie non soltanto per le esigenze dei bambini, ma anche perché i genitori lavorano e non possono prendere ferie ogni volta che si verifica un imprevisto. La richiesta è quindi quella di un congedo dedicato, eventualmente sostenuto anche attraverso l’Inps, così da non lasciare interamente a carico delle famiglie o dei datori di lavoro il costo delle emergenze legate alla chiusura delle attività.