Accesso agli studi

MeMo amplia la rete per sostenere i talenti fragili

L'intesa con Bocconi affianca Sant’Anna e Normale per raggiungere giovani da contesti socioeconomici svantaggiati.

MeMo amplia la rete per sostenere i talenti fragili

Il progetto MeMo, nato alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa per favorire la mobilità sociale e valorizzare il merito, amplia la propria rete con l’ingresso dell’Università Bocconi. L’accordo apre una nuova fase dell’iniziativa, che punta a intercettare un numero maggiore di studenti di talento provenienti da contesti socioeconomici fragili e a sostenerli nella scelta del percorso universitario.

Una rete più ampia

L’obiettivo è accompagnare soprattutto i giovani che rischiano di restare esclusi dall’università, in particolare quelli con genitori non laureati. Il progetto consente agli studenti di conoscere realtà accademiche di eccellenza e di ricevere un supporto personalizzato nell’orientamento, mantenendo una dimensione relazionale anche con l’allargamento della platea.

MeMo affianca alla rete Merita, composta dalle cinque Scuole superiori universitarie italiane, un ateneo come la Bocconi. L’intesa punta così a estendere il raggio d’azione dell’iniziativa senza rinunciare al rapporto diretto con i partecipanti. Per la Scuola Sant’Anna, il progetto può diventare un modello nazionale e rafforzare il ruolo di Pisa come punto di riferimento per l’individuazione e la crescita dei talenti.

Il divario nell’accesso all’università

I dati citati nel corso della presentazione evidenziano una differenza significativa nelle iscrizioni dopo il diploma: è iscritto all’università l’84% degli studenti con almeno un genitore laureato, contro il 66% di quelli che non ne hanno neppure uno. Alla barriera economica, secondo i promotori, si aggiunge il rischio che i ragazzi non riconoscano le proprie capacità o non si sentano all’altezza di intraprendere un percorso accademico.

Il progetto indica nei propri risultati un possibile strumento per ridurre questo divario: circa 95 partecipanti su 100 hanno scelto di proseguire gli studi. Il direttore della Scuola Normale, Alessandro Schiesaro, ha confermato l’impegno dell’istituzione ad aumentare il numero dei giovani coinvolti, mentre la prorettrice della Bocconi, Marta Cartabia, ha sottolineato l’importanza di raggiungere i ragazzi direttamente nei loro territori e anche attraverso il confronto con i coetanei.

Secondo il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, il diritto allo studio deve garantire a ciascuno la possibilità di sviluppare le proprie capacità indipendentemente dalla situazione economica. L’ingresso della Bocconi consolida quindi la rete del progetto, che punta a estendersi sul territorio nazionale e a intercettare altri studenti con talento e potenzialità.