Sorpresa, dispiacere, gratitudine e fiducia nel futuro accompagnano la svolta al vertice del Pisa Sporting Club. L’addio di Giuseppe e Giovanni Corrado, dopo dieci anni, e l’arrivo di Damien Comolli alla presidenza e alla guida della società hanno colto di sorpresa la tifoseria nerazzurra.
Il riconoscimento per il lavoro svolto
La notizia è stata definita inattesa da Liana Bandini, presidente del Centro di Coordinamento Pisa Club. La rappresentante dei tifosi ha sottolineato il percorso compiuto dai Corrado, ricordando come abbiano rilevato il Pisa in una fase caratterizzata da una situazione debitoria e contribuito al rilancio del club, fino alla promozione in Serie B e poi all’arrivo in Serie A.
Bandini ha espresso gratitudine per la crescita della società e per il ruolo avuto dai Corrado nell’individuazione del socio di maggioranza, ma anche dispiacere per la loro uscita di scena. Su Comolli, ha aggiunto, sarà necessario attendere il lavoro dei prossimi mesi, non conoscendone ancora direttamente l’operato.
Una lettura più orientata al cambiamento arriva da Fabio Cosci, tifoso del gruppo La Sorbona. Secondo Cosci, la svolta rappresenta un’evoluzione e una scelta maturata dopo quanto accaduto nella stagione precedente. Il tifoso considera positiva la decisione della proprietà di affidarsi a una figura esperta e ritiene che, per il futuro, sia preferibile una proprietà unica. Anche la scelta di Leonardo Gabbannini come direttore sportivo, ha osservato, aveva lasciato intravedere il nuovo indirizzo.
Prudenza sulle prospettive
Tra gratitudine e cautela si colloca il commento di Massimo De Marinis, abbonato della Curva Nord. Dopo dieci anni, ha spiegato, l’uscita dei Corrado provoca dispiacere, pur riconoscendo a Giuseppe Corrado un lavoro importante per Pisa. Il passaggio potrebbe offrire alla società un respiro internazionale, ma il giudizio su Comolli dovrà essere prudente anche alla luce della sua esperienza alla Juventus, indicata dal tifoso come non particolarmente positiva.
Antonio Arcidiacono invita invece a guardare avanti. A suo avviso, il nuovo corso potrebbe portare una programmazione diversa e obiettivi più ambiziosi. La riconoscenza verso i Corrado resta, ma alcune scelte compiute durante la Serie A e una percezione di immobilismo avevano alimentato la delusione di una parte della tifoseria.
Arcidiacono ha inoltre richiamato le esperienze maturate da Comolli all’estero e nel calcio europeo, oltre al percorso avviato da Knaster. Resta però anche una riflessione sul rapporto tra club e sostenitori: i tifosi, ha osservato, tendono a legarsi a presidenti e allenatori, ma talvolta avvertono di essere considerati più come clienti che come sostenitori. Il nuovo corso dovrà quindi confrontarsi con aspettative elevate e con il legame costruito negli anni dalla precedente gestione.