Le pazienti sottoposte a radioterapia per il tumore della mammella non dovranno più ricorrere ai tatuaggi permanenti utilizzati per individuare con precisione l’area da trattare. La novità è stata introdotta nell’Unità operativa di Radioterapia dell’Aoup di Pisa, diretta dalla professoressa Fabiola Paiar, grazie all’impiego della tecnologia SGRT, acronimo di Surface Guided Radiation Therapy.
Il sistema è installato su entrambi gli acceleratori lineari Varian TrueBeam in dotazione alla struttura. In precedenza, durante la Tac di simulazione, venivano realizzati sulla pelle piccoli segni indelebili per consentire il corretto posizionamento della paziente nel corso delle sedute. Pur essendo di dimensioni ridotte, quei tatuaggi potevano restare anche dopo la conclusione delle cure, come traccia permanente del percorso oncologico.
Controllo in tempo reale
La tecnologia SGRT utilizza la proiezione e la rilevazione di particolari trame luminose per monitorare continuamente la superficie del corpo. I dati vengono confrontati con il modello tridimensionale ricavato dalla Tac di simulazione, così da verificare in ogni seduta la posizione della paziente e individuare eventuali movimenti involontari.
Quando vengono superate le soglie di sicurezza stabilite, l’erogazione della radiazione si interrompe automaticamente. Il sistema consente inoltre di ridurre la necessità di controlli radiologici durante il trattamento, con una diminuzione della dose non terapeutica e un ulteriore controllo sull’identificazione della paziente e della zona da trattare.
Un progetto condiviso
L’introduzione della tecnologia è stata preceduta da una fase di studio e validazione clinica avviata circa un anno fa. I risultati sono stati presentati al congresso annuale della Società Europea di Radioterapia Oncologica. Successivamente è stato organizzato un programma di formazione rivolto al personale coinvolto nell’attività clinica.
Il progetto ha interessato medici, tecnici sanitari di radiologia medica, infermieri e l’Unità operativa di Fisica sanitaria, diretta da Antonio Traino. Secondo Fabiola Paiar, il superamento dei tatuaggi rappresenta anche un elemento del percorso di ritorno alla normalità per le pazienti, che non dovranno più conservare sul seno o sul torace un segno collegato alla malattia.