Decoro urbano

Ripuliti a Pisa 246 metri quadrati di scritte dopo il corteo

Intervento da 6.100 euro per cancellare oltre cinquanta messaggi comparsi dopo la manifestazione

Ripuliti a Pisa 246 metri quadrati di scritte dopo il corteo

Sono 246 i metri quadrati di superfici ripuliti dall’amministrazione comunale di Pisa dopo il corteo organizzato per chiedere giustizia per Abderrahim Fakir, morto a Bologna durante un’operazione delle squadre Volanti. La manifestazione si era svolta il 21 luglio e, nelle ore successive, in diverse zone della città erano comparsi più di cinquanta imbrattamenti, in gran parte con messaggi rivolti contro la polizia.

Per cancellare le scritte il Comune ha sostenuto una spesa complessiva di 6.100 euro. A comunicarlo è l’assessore Elena Del Rosso, che aveva incaricato gli uffici di intervenire nel più breve tempo possibile. L’operazione ha riguardato sia superfici trattabili con vernice, sia murature storiche e pareti in laterizio facciavista o pietra.

Le tecniche utilizzate

Dove possibile, gli operatori hanno utilizzato una vernice analoga a quella del fondo su cui erano state realizzate le scritte. Per le superfici più delicate è stata invece impiegata una macchina per le micro sabbiature, in accordo con le disposizioni della Soprintendenza. L’obiettivo era rimuovere gli imbrattamenti limitando l’impatto sulle murature e sugli elementi storici.

La manifestazione era partita con un presidio alla stazione, al quale avevano partecipato circa 300 persone. Il gruppo aveva poi attraversato via Santa Marta, concludendo il percorso in piazza San Silvestro. Secondo la ricostruzione della Digos, l’iniziativa era stata organizzata da collettivi antagonisti e anarchici e non era stata preavvisata all’autorità di pubblica sicurezza. In testa al corteo c’era uno striscione con richieste di verità e giustizia per Fakir e accuse nei confronti della polizia.

Le indagini sugli imbrattamenti

Nei mesi successivi ai fatti sono state eseguite cinque perquisizioni, quattro a Pisa e una in provincia di Potenza. Dieci giovani, di età compresa tra i 23 e i 35 anni, sono stati denunciati. La questura ha riferito che alcune scritte sarebbero state realizzate anche durante lo svolgimento del corteo.

L’assessore Del Rosso ha criticato la scelta di imbrattare gli edifici, sostenendo che il costo della pulizia ricade sulla collettività. Secondo l’amministrazione, le risorse utilizzate per rimuovere le scritte avrebbero potuto essere destinate ad altri interventi, come la manutenzione del verde e degli arredi urbani o il sostegno ai servizi rivolti alle persone più fragili.