La rete di caregivers Famiglie con disabilità Toscana segnala una riduzione delle ore di assistenza specialistica nelle scuole dell’infanzia, primarie e medie di Pisa, Cascina e San Giuliano Terme. Secondo le segnalazioni raccolte negli ultimi giorni, il servizio sarebbe stato ridotto mediamente di due o tre ore per ciascun alunno, con conseguenze particolarmente rilevanti per gli studenti con disabilità gravi o con situazioni più complesse.
A riferire la situazione è la coordinatrice della rete, Silvia Abbate, che spiega di aver ricevuto numerose comunicazioni dai genitori. Le famiglie avrebbero appreso dai rispettivi assistenti specialistici l’entità delle riduzioni, poi confermate, sempre secondo la rete, dai dirigenti scolastici. Il quadro riguarderebbe diversi istituti del territorio e non un singolo plesso.
Il ruolo dell’assistenza in classe
L’assistente all’autonomia e alla comunicazione affianca l’insegnante di sostegno durante l’orario scolastico. Il suo compito, sottolinea la rete, è favorire la relazione con i compagni, lo sviluppo delle autonomie personali e la partecipazione alle attività didattiche. Per questo le famiglie contestano una riduzione generalizzata delle ore, ritenendo che non tenga conto delle necessità specifiche indicate per ciascun bambino.
La preoccupazione riguarda soprattutto le ore nelle quali gli studenti potrebbero non ricevere un supporto individuale. La rete chiede quindi di capire come potranno essere garantite la partecipazione alla vita scolastica e le opportunità di apprendimento per gli alunni che necessitano di un’assistenza più intensa.
I casi segnalati dalle famiglie
Tra gli esempi citati c’è quello dell’istituto Pisano di Marina, al quale sarebbero state assegnate 167 ore a fronte delle 203 richieste. Riduzioni vengono segnalate anche negli istituti Fucini e Gamerra, con casi di tre ore in meno. Al comprensivo Gereschi, per la primaria Galilei, la rete riferisce invece tagli fino a sei ore.
Un’altra situazione indicata riguarda il Niccolini di San Giuliano Terme, dove sarebbero state assegnate quattro ore come parametro di riferimento, senza considerare, secondo le famiglie, le diverse esigenze emerse durante i tavoli tematici. I dati sono ancora in fase di raccolta da parte della rete, che intende verificare le singole situazioni e far valere quelli che considera i diritti degli studenti.
Silvia Abbate collega le difficoltà allo scioglimento dell’Sds, il soggetto che in precedenza gestiva il servizio. La coordinatrice sostiene che in passato problemi di questo tipo non si fossero verificati e definisce le riduzioni attuali ingiustificate. Le famiglie si stanno mobilitando e non escludono la possibilità di organizzare manifestazioni.