Salute pubblica

Una tecnica biologica per contenere la zanzara tigre a Pisa

Maschi allevati in laboratorio e batterio naturale Wolbachia puntano a ridurre uova fertili e rischi sanitari.

Una tecnica biologica per contenere la zanzara tigre a Pisa

Pisa potrebbe diventare la prima città europea a sperimentare in un contesto urbano la Incompatible Insect Technique, una strategia di controllo biologico pensata per limitare la proliferazione della zanzara tigre asiatica e ridurre i rischi legati alle infezioni trasmesse dall’insetto.

Il meccanismo della tecnica

Il progetto prevede il rilascio nell’ambiente di numerosi esemplari maschi allevati in laboratorio e infettati con un ceppo naturale del batterio Wolbachia. Quando questi maschi si accoppiano con femmine selvatiche prive dello stesso ceppo batterico, le uova fecondate non riescono a svilupparsi e muoiono. In questo modo si punta a impedire la nascita di una nuova generazione di zanzare.

La tecnica è già stata testata dall’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, presso il Centro di ricerca Casaccia di Roma. Secondo i risultati della prima fase della campagna sperimentale, il numero e la fertilità delle uova di zanzara tigre si sono ridotti in modo significativo. Il dato più rilevante riguarda la capacità della specie di produrre uova fertili in grado di superare l’inverno: la riduzione indicata rispetto al gruppo di controllo è stata dell’88%.

Il tavolo istituzionale

L’ipotesi di replicare la sperimentazione a Pisa è stata avanzata dall’assessore all’Ambiente Elena Del Rosso, dopo la lettura di una pubblicazione scientifica dell’Enea e nel periodo in cui in Toscana si erano registrati numerosi casi di dengue. Il 7 settembre l’amministrazione comunale ha inviato una lettera alla Regione Toscana, al ministero della Salute, all’Istituto superiore di sanità e all’Enea per candidare la città al progetto. L’agenzia ha accolto l’invito e martedì si è svolta la prima riunione del gruppo di lavoro promosso dall’assessorato.

Il Comune ha messo a disposizione le competenze presenti sul territorio, comprese quelle del sistema universitario e sanitario, e si è dichiarato pronto a stanziare risorse specifiche. La decisione sull’effettiva realizzazione dell’intervento spetterà tuttavia agli esperti coinvolti nel tavolo tecnico. Nelle prossime settimane sono previsti nuovi incontri per definire l’eventuale strategia, le modalità operative e il percorso autorizzativo.

Del Rosso ha precisato che l’amministrazione continuerà a finanziare gli interventi di controllo già attivi e che la nuova tecnica non viene presentata come una soluzione definitiva o miracolosa. L’eventuale prova dovrà essere condotta in modo rigoroso e misurabile, prevedendo anche un’area di confronto. L’obiettivo dichiarato è valutare strumenti strutturali e non emergenziali, potenzialmente più sostenibili sul piano ambientale rispetto agli interventi adulticidi effettuati dopo la comparsa di singoli casi di infezione. Solo al termine dell’iter autorizzativo sarà possibile stabilire se e quando la sperimentazione potrà partire.