Un doppio polo museale dedicato alla storia del territorio e delle sue attività produttive sarà realizzato alle Cateratte Ximeniane di San Giovanni alla Vena. Il progetto, promosso dall’amministrazione comunale di Vicopisano in accordo con la Soprintendenza, prevede la creazione di due spazi espositivi: uno dedicato alla bonifica del Padule di Bientina e alla gestione delle acque, l’altro alla tradizione della ceramica locale.
A inizio luglio il Ministero della Cultura ha assegnato un nuovo finanziamento di 465mila euro per il terzo lotto dei lavori. Con questa tranche, le risorse concesse nel tempo per l’intervento raggiungono complessivamente 1,4 milioni di euro. Il finanziamento consentirà di proseguire il restauro della struttura, con l’obiettivo di arrivare al suo completamento.
Il museo dell’acqua
Secondo quanto spiegato dal sindaco Matteo Ferrucci, i lavori dovrebbero riprendere in autunno, una volta concluso l’iter di approvazione dell’intervento da parte della Soprintendenza. L’ipotesi dell’amministrazione è di collocare al piano terra un museo dell’acqua, dedicato alle trasformazioni che hanno interessato l’area nel corso dei secoli.
Il percorso espositivo dovrebbe raccontare la bonifica del lago Sextum, oggi ridotto al Padule di Bientina, e gli interventi realizzati prima dai Medici e poi da Leonardo Ximenes, al quale sono legate le cateratte. Al centro ci sarebbe anche la deviazione del fiume Arno, un’opera che ha modificato il territorio e che permette di collegare la storia della gestione delle acque ai temi attuali della sicurezza idrogeologica.
La tradizione produttiva
Il secondo spazio sarebbe destinato alla ceramica, una lavorazione che a San Giovanni alla Vena ha rappresentato per lungo tempo una componente importante dell’economia locale. Ferrucci ha ricordato la fama raggiunta dalla produzione, anche a livello internazionale, prima della crisi che ha ridotto il settore fino alla presenza di una sola famiglia ancora attiva.
La storia della ceramica è inoltre legata alla presenza di corsi d’acqua e fiumi, gli stessi elementi che hanno contribuito allo sviluppo delle attività e alla trasformazione del paesaggio. L’amministrazione intende utilizzare il futuro spazio anche per attività rivolte ai visitatori e alle scuole, così da collegare la memoria produttiva alla conoscenza del territorio.
Il recupero delle Cateratte si inserisce in un programma più ampio di valorizzazione del patrimonio di Vicopisano e delle sue frazioni. Nel territorio sono presenti testimonianze che vanno dall’epoca etrusca e romana al Medioevo, dal Rinascimento alla storia del Novecento, oltre agli elementi legati agli Asburgo Lorena tra Settecento e Ottocento.
Con il nuovo stanziamento, il Comune punta quindi a completare il restauro e a definire la destinazione espositiva della struttura. L’obiettivo è creare un luogo capace di raccontare, attraverso l’acqua e la ceramica, i cambiamenti ambientali, storici ed economici che hanno segnato l’area.