A 37 anni dalla realizzazione del murale, la storia di Tuttomondo torna sul grande schermo attraverso le immagini girate durante quei giorni a Pisa. Il cortometraggio, realizzato da Andrea Soldani, è stato presentato in anteprima mondiale nella versione integrale al Lucca Film Festival. La proiezione ha permesso di vedere per la prima volta un documento di circa trenta minuti dedicato alla nascita dell’opera di Keith Haring.
Il materiale era stato girato nel 1989, quando l’artista statunitense lavorò sulla parete esterna della canonica della chiesa di Sant’Antonio Abate. Il progetto avrebbe dovuto essere proiettato per la prima volta nella casa di Haring negli Stati Uniti, ma dopo la morte dell’artista, avvenuta poco dopo il suo soggiorno pisano, il lavoro rimase a lungo fermo anche per difficoltà legate ai diritti.
Le immagini del murale
Nel documentario Haring parla davanti alla telecamera del nome da attribuire all’opera. In italiano propone Tuttomondo, spiegando di pensare a qualcosa che riguardi il mondo. Il murale, esteso per circa 180 metri quadrati, è composto da 30 figure stilizzate e fu realizzato con colori legati alla città, utilizzati insieme al bianco per inserirsi nel contesto architettonico.
Le riprese mostrano anche il rapporto creatosi tra l’artista e la comunità. Studenti, passanti e curiosi si avvicinano progressivamente alla parete mentre il lavoro prende forma. Attorno al murale compaiono momenti di breakdance, musica e iniziative spontanee, in un’atmosfera che coinvolge la città e trasforma l’esecuzione in un evento pubblico.
Haring racconta inoltre di aver vissuto proprio di fronte alla parete e di aver visto il muro ogni mattina al risveglio e ogni sera prima di dormire. Prima di cominciare, volle incontrare i frati e cenare con loro, consapevole che l’opera sarebbe rimasta accanto alla chiesa. Il suo arrivo a Pisa fu favorito dalla disponibilità del sindaco e del parroco, oltre che dall’iniziativa di Piergiorgio Castellani, allora studente ventenne che aveva conosciuto l’artista a New York nel 1987.
Materiali recuperati
Il percorso raccontato dal cortometraggio comprende anche un giro in carrozza tra i monumenti cittadini, durante il quale Haring fotografò con una polaroid alcuni dettagli destinati a diventare riferimenti visivi. Nel progetto sono stati inseriti inoltre circa settanta disegni e animazioni digitali, recuperati dai produttori nel 2023 e mostrati nei titoli di coda.
Il lavoro conserva il montaggio e l’atmosfera degli anni Novanta e restituisce la testimonianza diretta di una delle opere più riconoscibili presenti nel tessuto urbano pisano. La proiezione al Lucca Film Festival ha segnato la prima visione pubblica integrale del documentario realizzato da Soldani.