Procedura concorsuale

Namira propone nuovi capitali per il rilancio del porto di Marina

Entro il 15 novembre attesa la decisione sull’offerta per Boccadarno spa e sui posti barca ancora disponibili.

Namira propone nuovi capitali per il rilancio del porto di Marina

Una nuova proposta riapre la partita sul futuro del porto di Marina. Dopo il mancato perfezionamento dell’offerta presentata da Italia Finance, il Tribunale dovrà valutare la manifestazione di interesse avanzata da Namira, società che gestisce il fondo Pisa in Progress, già proprietario delle aree retroportuali. La decisione è attesa entro il 15 novembre, termine entro il quale il giudice dovrà sciogliere la riserva sul possibile nuovo assetto della struttura.

La proposta prevede l’immissione di circa dieci milioni di euro per assumere il controllo di Boccadarno spa, società gravata da una situazione debitoria e coinvolta da anni nella procedura concorsuale relativa al porto. L’operazione riguarderebbe anche i beni ancora disponibili: 217 posti barca, 259 posti auto e tre box auto. L’obiettivo indicato è risanare la società e avviare un piano industriale di medio periodo.

La valutazione del giudice

Il consiglio di amministrazione del fondo avrebbe approvato la proposta alla fine del mese scorso. Da quel momento è stato predisposto un dossier con la manifestazione di interesse, sottoposta al giudice delegato Marco Zinna per ottenere una valutazione vincolante. In caso di via libera, l’iter dovrebbe coinvolgere anche il commissario giudiziale Francesca Cavaliere.

La nuova ipotesi arriva dopo il fallimento dell’offerta di Italia Finance. La società, in liquidazione a Roma per un debito di circa 300 mila euro, aveva versato una caparra da 1,2 milioni senza però completare il pagamento dei restanti 12 milioni previsti dall’operazione. Il mancato saldo aveva fatto saltare il passaggio e lasciato nuovamente incerto il destino dei posti barca messi in vendita.

Un unico progetto per porto e aree retroportuali

Secondo la prospettiva delineata nella proposta, l’ingresso di Namira consentirebbe di ricondurre a una regia unica il futuro del porto e la riqualificazione dell’area ex Motofides. Il collegamento tra la gestione della marina e la rigenerazione urbana potrebbe così rilanciare l’idea di un waterfront integrato, evitando lo scenario di una gestione frammentata tra diversi soggetti e attività.

La decisione del Tribunale dovrà quindi misurarsi con due alternative. Da una parte c’è la prosecuzione dell’attuale percorso di salvataggio di Boccadarno spa, ancora condizionato dai debiti e da aste che in diversi casi non hanno prodotto risultati. Dall’altra, l’ipotesi di individuare un nuovo proprietario disposto a investire risorse e ad assumersi la responsabilità di definire un progetto industriale per il porto e per una parte rilevante del territorio di Marina di Pisa. La scelta è attesa entro la scadenza del 15 novembre.