Dati occupazionali

Pisa, previste 490 assunzioni in meno tra ottobre e dicembre

Le aziende stimano 7.900 ingressi: calano manifattura, cantieri e comparto vacanze.

Pisa, previste 490 assunzioni in meno tra ottobre e dicembre

La domanda di lavoro rallenta nella provincia di Pisa nel trimestre ottobre-dicembre 2026. Secondo i dati della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, le imprese pisane prevedono 7.900 assunzioni, con una riduzione del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a 490 ingressi in meno.

La flessione riguarda anche l’area vasta che comprende Lucca, Massa-Carrara e Pisa. Nel complesso, le aziende delle tre province stimano 18.400 nuovi lavoratori, il 5% in meno su base annua, con una diminuzione di 890 unità. Pisa arretra del 6%, Lucca del 5%, mentre Massa-Carrara registra una sostanziale stabilità, con una crescita dell’1%.

Industria e costruzioni in frenata

Il calo più marcato si concentra nell’industria, dove le assunzioni previste diminuiscono del 13%, per 340 posizioni in meno. Nel comparto manifatturiero e nelle public utilities sono attesi 1.620 ingressi, il 12% in meno rispetto al 2025. La contrazione coinvolge anche l’edilizia e le costruzioni, in calo del 15%.

Nei servizi la riduzione è più contenuta e si ferma al 2%, ma al suo interno il turismo registra una brusca flessione del 15%. Crescono invece i servizi alle persone, con un aumento del 7%, e il commercio, che segna un più 3%. I servizi alle imprese restano sostanzialmente stabili. Nel solo mese di ottobre sono previste 3.170 assunzioni, il 9% in meno rispetto a un anno fa, con una contrazione particolarmente forte nell’industria, pari al 18%.

Competenze richieste dalle imprese

A Pisa le difficoltà di reperimento interessano il 47% delle posizioni, due punti percentuali in meno rispetto al 2025. Diminuisce al 29% la quota di ricerche senza candidati, mentre sale al 15% quella relativa a profili ritenuti inadeguati. Il dato segnala un problema legato soprattutto alla corrispondenza tra le competenze disponibili e quelle richieste dal sistema produttivo.

La qualifica professionale o il diploma professionale rappresentano il titolo di studio più richiesto, con il 37% delle assunzioni programmate, contro il 35% del 2025. Seguono la scuola dell’obbligo, indicata nel 25% dei casi, e il diploma di scuola secondaria, richiesto per il 24% degli ingressi. I laureati rappresentano il 13%, la quota più alta tra le tre province dell’area, mentre l’Istruzione tecnologica superiore riguarda l’1% delle richieste.

Tra gli indirizzi universitari, quello economico è il più ricercato, con una stima di 300 laureati in ingresso, rispetto ai 250 del 2025. Seguono insegnamento e formazione, con 160 assunzioni previste, l’area sanitaria e paramedica con 100 e le scienze matematiche, fisiche e informatiche con 70.

Per il presidente della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, Valter Tamburini, il rallentamento e il disallineamento tra domanda e offerta rendono necessario rafforzare il rapporto tra formazione e sistema produttivo. Tra le iniziative citate figurano i laboratori di robotica avanzata di ISILAB e la certificazione delle competenze attraverso credenziali digitali su blockchain, con attenzione ai settori della meccatronica, del turismo, del Made in Italy e delle transizioni digitale ed ecologica.