Una nuova polemica politica si apre a Pisa sul tema del civismo e degli schieramenti in Consiglio comunale. A innescarla è Lorenzo Vouk, consigliere di Pisa al Centro, che ha rivolto critiche a Paolo Martinelli e a Emilia La Croce, esponenti de La Città delle Persone.
Al centro dell’intervento c’è il patto federativo annunciato tra La Città delle Persone ed Europa Verde, insieme all’adesione della consigliera La Croce al partito. Secondo Vouk, il nuovo assetto metterebbe in discussione le accuse rivolte in passato al suo gruppo, considerato dagli avversari un esempio di civismo non autentico per avere scelto di sostenere il sindaco Michele Conti e di partecipare al governo della città all’interno di una coalizione di centrodestra.
Il tema delle appartenenze
Nel suo intervento, Vouk ricorda che Martinelli e gli altri esponenti de La Città delle Persone avevano rivendicato per anni un civismo indipendente, definito autentico e non condizionato dalle appartenenze politiche. Da qui la contestazione del consigliere, che interpreta il rapporto con Europa Verde e il passaggio di La Croce al partito come una scelta in contrasto con quella impostazione.
«Dato che per anni ci siamo sentiti spiegare da Martinelli e dagli esponenti de La Città delle Persone che il nostro sarebbe un “finto civismo”», afferma Vouk, «verrebbe da dire che il civismo del vicino è sempre più verde». Il riferimento è alla diversa collocazione politica dei due gruppi e al modo in cui, secondo il consigliere, viene valutata la presenza di componenti partitiche nelle esperienze amministrative.
La composizione dei gruppi
Vouk chiede inoltre chiarimenti sulle conseguenze del nuovo accordo all’interno dell’assemblea cittadina. Le ipotesi richiamate sono la formazione di due gruppi da due consiglieri, di un gruppo da tre e uno da un componente oppure di un unico gruppo composto da quattro consiglieri, con una parte civica e una parte legata al partito.
La conclusione dell’intervento mantiene un tono fortemente polemico. Vouk invita Martinelli e La Croce a definire con calma la propria organizzazione in Consiglio comunale, ma chiede loro di evitare, in futuro, quelle che definisce lezioni sul modo di stare nelle istituzioni «da civici in purezza». La vicenda si inserisce nel confronto politico cittadino sulle alleanze e sul rapporto tra liste civiche e partiti.