La prima domenica di corse all’ippodromo di San Rossore coincide tradizionalmente con l’inizio dell’inverno per Pisa. L’occasione ha permesso di fare il punto sul presente e sulle prospettive dell’impianto con Emiliano Piccioni, direttore di Alfea, la società che gestisce la struttura.
Il Prato degli Escoli continua a rappresentare un punto di riferimento non soltanto per gli operatori del settore, ma anche per appassionati e visitatori in cerca di qualche ora di svago all’aria aperta. Secondo Piccioni, la possibilità di vivere le corse nella cornice della Tenuta di San Rossore è una caratteristica che pochi ippodromi italiani hanno conservato. In questo quadro rientra anche l’attività di comunicazione e promozione portata avanti sul territorio nel corso degli anni.
Il calendario e le iniziative per le famiglie
Per la stagione in corso l’auspicio della società è di poter contare su condizioni meteorologiche favorevoli, considerate essenziali per uno spettacolo che si svolge all’aperto. Tra gli appuntamenti autunnali già confermati vengono indicati quelli di domenica 6 e sabato 26 dicembre. Per il prossimo anno, invece, Alfea attende ancora il calendario ufficiale del Ministero dell’Agricoltura, l’ente che sovrintende al comparto. Non sono comunque previsti grandi cambiamenti nel percorso primaverile verso il 137° Premio Pisa.
Famiglie e bambini restano al centro delle proposte dell’ippodromo. Tra le attività citate figurano il parco giochi, le animazioni al tendone di Ippolandia, la presenza dei pony per il battesimo della sella e gli eventi organizzati ogni domenica tra una corsa e l’altra. L’offerta comprende inoltre i servizi di ristorazione, con due ristoranti, tre bar e un chiosco di street food operativi nelle giornate di gara.
Indotto, crisi del settore e formazione
Il rapporto tra Pisa e l’ippica, secondo il direttore di Alfea, non si è mai interrotto. L’ippodromo è rimasto sempre aperto e il centro di allenamento ospita attualmente circa 500 cavalli. La presenza degli animali e delle attività collegate genera, nella stima riferita da Piccioni, un indotto compreso tra 700 e 800 unità lavorative, con ricadute sull’economia cittadina e sulla cultura ippica locale.
Il settore attraversa tuttavia da decenni una fase di crisi economica e gestionale. Tra le cause vengono indicate la liberalizzazione dei giochi e delle scommesse e la gestione diretta da parte di un Ministero. Dal 2012 anche San Rossore avrebbe subito una riduzione delle risorse superiore al 60 per cento. Alfea sostiene di aver contenuto gli effetti dei tagli attraverso l’efficientamento aziendale e l’impegno delle diverse componenti dell’impianto, ma ritiene non più rinviabile una revisione complessiva del comparto, con maggiore attenzione alle realtà considerate virtuose.
I rapporti con l’Ente Parco e con la Regione vengono descritti come cordiali. La società dichiara di condividere la tutela della natura di San Rossore, pur ritenendo che alcuni vincoli possano limitare attività giudicate compatibili con l’ambiente. Con l’assessorato regionale all’Istruzione sono stati inoltre realizzati corsi specialistici per artieri e fantini, dai quali sono usciti professionisti del settore.
La storia dell’ippodromo e di Barbaricina continua infine a rappresentare un patrimonio di riferimento, anche se il livello dell’allevamento italiano non è più quello del passato. San Rossore ospita ancora importanti scuderie nazionali e giovani professionisti. Tra questi viene ricordato Dario Di Tocco, formato da Alfea nel 2016 e vincitore per tre anni della classifica nazionale dei fantini, oltre ai diplomati del 2025 Tarascio, Scalora e Cangiano.