Alloro e una rosa rossa non mancano mai nel mazzolino che, a ogni ricorrenza legata a Giacomo Leopardi, viene deposto davanti alla casa di via della Faggiola, a Pisa. A portare avanti il gesto è Giampiero Scarpellini, fioraio di 89 anni, che ha raccolto l’eredità di Giuseppina Cavaliere Antoni, originaria di Firenze e per anni residente a Pisa.
La donna, alla quale era stato conferito un titolo per il suo impegno nell’istruzione dei più giovani, era una grande appassionata del poeta e filosofo nato a Recanati. Per ogni ricorrenza significativa, tra cui la nascita di Leopardi e la stesura di A Silvia, preparava un omaggio floreale destinato all’edificio in cui il poeta abitò durante il soggiorno pisano. Oggi il negozio di Scarpellini si trova davanti alla chiesa di San Sisto, una delle più antiche della città.
Un rito tramandato nel tempo
Giuseppina Antoni sceglieva con grande attenzione la composizione. Nel periodo di fioritura preferiva la ginestra, richiamando anche il titolo di una delle poesie leopardiane; in primavera chiedeva invece i ciclamini. La base doveva essere sempre costituita da un alloro impeccabile, privo di foglie secche o rovinate, accompagnato da una rosa rossa.
Quando le condizioni di salute glielo permettevano, la donna raggiungeva personalmente il palazzo di via della Faggiola. In alcune occasioni arrivava in automobile con un autista e lasciava il mazzo davanti all’ingresso. Una volta una ragazza lo trovò a terra e lo raccolse, pensando che fosse stato gettato via. Antoni tornò quindi dal fioraio per commissionare un secondo mazzo.
Dopo la sua scomparsa, Scarpellini ha deciso di proseguire l’iniziativa. Ogni anno, il 9 novembre, giorno del 1827 in cui Leopardi si trasferì a Pisa per sette mesi, porta personalmente i fiori davanti alla casa del poeta. Nel suo negozio, dove è esposta anche una fotografia di Leopardi, molti clienti gli chiedono se esista un legame di parentela con lo scrittore. Il fioraio racconta inoltre che altre due donne, una residente a Viareggio e l’altra a Palaia, ripetono il gesto nelle principali ricorrenze.
La storia raccontata alla Gipsoteca
La vicenda è stata raccolta da Seconda cronaca e sarà nuovamente proposta durante un evento in programma alla Gipsoteca. Scarpellini racconta spesso l’aneddoto ai propri clienti, mentre la figlia Graziosa si è impegnata a mantenere viva questa consuetudine.
Nel tempo la storia ha attirato l’attenzione di diverse persone, tra cui Adriano Sofri, che quando era bibliotecario alla Scuola Normale scrisse una lettera per conoscere Giuseppina Antoni. La donna accettò dopo qualche esitazione, legata anche a ragioni politiche, ma l’incontro non avvenne perché Sofri si sentì male.
Scarpellini rilevò il negozio nel 1988, dopo aver iniziato a lavorare nel settore dei fiori ancora adolescente. La sua prima consegna risale infatti a quando aveva 14 anni. Da allora il rapporto con Pisa e con la memoria di Leopardi è diventato parte della sua attività quotidiana e della storia del negozio.