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Chiude a Pisa il Book Festival, omaggio a Carlo Lorenzini

Eugenio Giani ha ripercorso vita e impegno civile dello scrittore fiorentino durante la rassegna

Chiude a Pisa il Book Festival, omaggio a Carlo Lorenzini

Si è chiusa a Pisa l’edizione del Book Festival dedicata a libri, autori e incontri culturali. La conclusione della rassegna è stata affidata a Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, che a Palazzo Reale ha tenuto una lectio magistralis su Carlo Lorenzini, lo scrittore conosciuto con lo pseudonimo di Collodi e autore di Pinocchio.

L’intervento ha richiamato il ruolo di Lorenzini nella diffusione della lingua italiana. Secondo Giani, Pinocchio è stato tradotto in circa 350 lingue e idiomi e ha raggiunto una diffusione internazionale stimata in circa 80 milioni di copie. Il presidente toscano ha definito lo scrittore un ambasciatore dell’italiano nel mondo, accostandolo ad autori come Dante, Manzoni e Pellegrino Artusi.

Il legame con il Risorgimento

Nel corso della lezione, Giani ha ricordato anche l’impegno politico e civile di Lorenzini. A 22 anni, ha spiegato, partecipò alla battaglia di Curtatone e Montanara e visse il clima dei moti mazziniani e garibaldini. Un aspetto meno conosciuto della sua biografia, che lega l’autore di novelle per l’infanzia alle vicende del Risorgimento e al processo di costruzione dell’Unità d’Italia.

La lectio si è soffermata anche sull’origine dello pseudonimo. Carlo Lorenzini nacque, visse e morì a Firenze, mentre a Collodi si recava dalla nonna materna, alla quale era molto legato. Anche la madre, Angelina Orzali, era nata nel paese toscano. Lorenzini non si sposò e non ebbe figli, ma dedicò una parte significativa della propria produzione ai lettori più giovani.

La famiglia e i Ginori

Giani ha quindi ricostruito il rapporto tra la famiglia dello scrittore e i Ginori. Il padre, Domenico, lavorava come cuoco per la famiglia Ginori-Lisci; la madre era dama di compagnia. In un periodo segnato da povertà e difficoltà economiche, dei dieci fratelli di Lorenzini sei non arrivarono ai 18 anni. Il sostegno dei Ginori consentì a Carlo e al fratello Paolo di proseguire gli studi, indirizzandoli rispettivamente verso le lettere e la ragioneria.

In chiusura, il presidente della Regione ha interpretato la letteratura per l’infanzia come un possibile rifugio dalle delusioni maturate da Lorenzini sul piano politico e professionale. Il festival ha concluso così un programma che, secondo i dati diffusi dagli organizzatori, ha superato i 100 eventi, con circa 200 relatori e una novantina di stand, facendo registrare il numero più alto di visitatori nella storia della manifestazione.