Tre professionisti sono stati condannati dal Tribunale di Pisa per avere distratto e dissipato i beni di una società sottoposta a liquidazione giudiziale e per avere sottratto denaro a numerosi clienti. Le somme erano state affidate allo studio per il pagamento di oneri fiscali che, secondo quanto accertato nel procedimento, non sarebbero mai stati versati.
L’importo complessivo contestato e riconosciuto in sentenza ammonta ad almeno 1.219.348,29 euro. Grazia Breghi, Pietro Randazzo e Piero Battaglini hanno ricevuto pene inferiori ai tre anni, sostituite con lo svolgimento di lavori di pubblica utilità.
Le attività dello studio
Lo studio commerciale era stato dichiarato fallito dal Tribunale di Pisa nel 2024. Secondo l’accusa, i tre imputati avrebbero agito in concorso, svolgendo in modo continuativo, organizzato e retribuito attività relative alla tenuta e all’elaborazione della documentazione fiscale, alla predisposizione delle dichiarazioni tributarie e alla gestione degli ulteriori adempimenti.
Le attività sarebbero state svolte attraverso la società Da.Ra System, riconducibile a Pietro Randazzo, e, dopo la dichiarazione di fallimento, tramite le società Caf della Confcommercio per l’invio del 730 e Centro Servizi del Terziario Sas di Randazzo Pietro. Per l’accusa, i tre avrebbero così esercitato abusivamente la professione di dottore commercialista ed esperto contabile, attività per la quale è richiesta una specifica abilitazione statale.
Le misure disposte dal giudice
Nella sentenza, il giudice Nunzia Catalano ha disposto ulteriori obblighi nei confronti di Battaglini e Randazzo. I due dovranno permanere nel territorio della Regione Toscana e non potranno detenere armi, munizioni o esplosivi, anche nel caso in cui dispongano di una specifica autorizzazione di polizia.
È stato inoltre imposto loro di non frequentare abitualmente persone pregiudicate o sottoposte a misure di sicurezza o prevenzione, fatta eccezione per familiari e conviventi stabili. Dovranno anche conservare e presentare, su richiesta degli organi di polizia, copia del provvedimento. Il passaporto è stato ritirato e la validità per l’espatrio di ogni altro documento equipollente è stata sospesa.