Numeri in crescita

Giani chiude il Pisa Book Festival ricordando Collodi

Più di cento incontri, duecento relatori e circa novanta stand hanno caratterizzato la rassegna

Giani chiude il Pisa Book Festival ricordando Collodi

Si è chiusa a Pisa un’edizione da record del Pisa Book Festival, con oltre 100 eventi, circa 200 relatori e una novantina di stand. La conclusione della manifestazione è stata affidata a Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, intervenuto a Palazzo Reale con una lectio magistralis dedicata a Carlo Lorenzini, conosciuto con lo pseudonimo di Collodi.

Al centro dell’intervento il valore di Pinocchio e il ruolo dello scrittore nella diffusione della lingua italiana. Giani ha ricordato che l’opera è stata tradotta in circa 350 lingue e idiomi e ha raggiunto una diffusione mondiale, con vendite stimate in 80 milioni di copie. Secondo il presidente toscano, Lorenzini è stato un ambasciatore dell’italiano nel mondo grazie a una prosa capace di mantenere precisione e immediatezza, accendendo al tempo stesso la fantasia dei lettori.

Il legame con il Risorgimento

Nel corso della lezione, Giani ha richiamato anche un aspetto meno noto della biografia di Lorenzini: l’impegno politico e il rapporto con il Risorgimento. A soli 22 anni, ha spiegato, lo scrittore partecipò alla battaglia di Curtatone e Montanara e visse il clima dei moti mazziniani e garibaldini. Un’esperienza che, nella ricostruzione proposta durante l’incontro, contribuì a formare la personalità di un autore impegnato anche sul piano civile.

Giani ha poi affrontato il rapporto tra lo pseudonimo e il paese di Collodi. Carlo Lorenzini nacque, visse e morì a Firenze, mentre a Collodi si recava per visitare la nonna, alla quale era molto legato. Anche la madre, Angelina Orzali, era originaria del paese. Lorenzini non si sposò e non ebbe figli, ma dedicò una parte importante della propria produzione alla letteratura per l’infanzia.

La famiglia e l’istruzione

Un altro passaggio della lectio ha riguardato le condizioni della famiglia Lorenzini. Il padre Domenico lavorava come cuoco per la famiglia Ginori-Lisci, mentre la madre era dama di compagnia. In un periodo segnato da povertà e difficoltà economiche, dei dieci fratelli di Carlo sei non raggiunsero i 18 anni.

Secondo il racconto di Giani, fu proprio la famiglia Ginori a sostenere Carlo e il fratello Paolo negli studi: il primo venne indirizzato alle lettere, il secondo alla formazione in ambito contabile. Il presidente della Regione ha infine collegato la scelta di Lorenzini di scrivere per i bambini alle delusioni incontrate nella vita politica e professionale, descrivendo la letteratura per l’infanzia come un possibile rifugio.

La chiusura dedicata a Collodi ha concluso un festival caratterizzato da una partecipazione numerosa e da un programma articolato. L’intervento su Lorenzini ha unito storia letteraria, vicende personali e riflessioni sull’identità linguistica italiana, offrendo al pubblico un ritratto dello scrittore oltre il personaggio di Pinocchio.