Numeri nerazzurri

Il Pisa chiamato a reagire dopo il ko di Avellino

Possesso sterile, poche occasioni e duelli persi: la squadra ha mostrato limiti tecnici, tattici e fisici.

Il Pisa chiamato a reagire dopo il ko di Avellino

Delusione e frustrazione accompagnano il Pisa dopo la sconfitta per 2-0 subita al Partenio-Lombardi contro l’Avellino. Il risultato ha fotografato una prestazione negativa sotto il profilo tecnico, tattico e fisico, considerata la peggiore tra le dieci disputate dai nerazzurri dall’inizio del campionato. A differenza di altre battute d’arresto, questa volta la squadra non ha trovato attenuanti sufficienti per spiegare una prova al di sotto delle proprie possibilità.

Una prestazione senza ritmo

Mehdi Leris, tra i riferimenti dello spogliatoio e generalmente uno degli elementi più continui della formazione toscana, ha riconosciuto le difficoltà emerse sul campo campano. L’esterno algerino ha evidenziato il cattivo approccio alla gara e la necessità di tornare a lavorare con convinzione durante la settimana, per presentarsi alla prossima sfida con un atteggiamento diverso. Leris ha inoltre ammesso che le partite precedenti possono avere lasciato qualche conseguenza sul piano fisico, ma ha escluso che la stanchezza possa diventare un alibi.

Secondo la lettura del giocatore, l’Avellino ha interpretato meglio ogni momento dell’incontro: ha cercato con maggiore determinazione la vittoria, mettendo più entusiasmo e intensità nelle giocate. Il Pisa, invece, è apparso irriconoscibile e incapace di imporre il proprio gioco. Il dato più evidente riguarda il possesso palla, arrivato al 66 per cento, ben al di sopra della media stagionale del 51,3 per cento. Un controllo della partita, però, rimasto sterile, perché non accompagnato da velocità e qualità nella costruzione della manovra.

Numeri offensivi in calo

La trasferta irpina ha interrotto anche la regolarità realizzativa del Pisa. Per la prima volta in stagione i nerazzurri hanno chiuso una gara senza segnare, facendo scendere la media da due reti a partita a 1,8. La squadra ha creato una sola grande occasione da gol, contro le 3,4 costruite mediamente nelle precedenti uscite, e ha concluso nello specchio della porta appena tre volte, la metà del dato abituale.

Le difficoltà non hanno riguardato soltanto la fase offensiva. Quando l’Avellino ha avuto il pallone, il Pisa non è riuscito a esercitare la pressione consueta: le chiusure difensive sono state 15, nove in meno rispetto alla media di 26. Anche i duelli hanno restituito un bilancio sfavorevole, con il 49 per cento di quelli vinti, due punti sotto il rendimento medio. La sconfitta per 2-0 impone quindi una reazione immediata sul piano del lavoro e dell’atteggiamento, per evitare che una giornata negativa lasci conseguenze più lunghe del necessario.