Diritti umani

L’Università di Pisa dedica il nuovo anno accademico alla pace

Susanna Fioretti racconta il lavoro svolto in Afghanistan tra dialogo, compromessi e tutela delle comunità più fragili.

L’Università di Pisa dedica il nuovo anno accademico alla pace

La pace sarà il tema centrale dell’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Università di Pisa. La cerimonia si terrà martedì alla Sapienza, nel cuore dell’ateneo, e sarà dedicata al valore delle azioni concrete, della conoscenza e dell’impegno a favore delle persone più vulnerabili.

Tra i protagonisti dell’appuntamento ci sarà Susanna Fioretti, vicepresidente di Nove Caring Humans, organizzazione non profit impegnata nella tutela dei diritti umani e nella realizzazione di progetti di emergenza, sviluppo e inclusione socio-economica. Fioretti porterà la propria esperienza maturata in Afghanistan, dove ha lavorato su politiche di genere, programmi educativi e percorsi di formazione e avvio al lavoro per persone svantaggiate.

Il dialogo con le autorità afghane

Dopo la presa del potere da parte dei talebani, nel 2021, l’organizzazione ha evacuato oltre 400 persone, soprattutto donne considerate a rischio di uccisione o prigionia. La scelta successiva, ha spiegato Fioretti, è stata quella di restare nel Paese, ricostruendo una rete di contatti con le nuove autorità e cercando un confronto con il governo.

Per ottenere l’autorizzazione ai progetti, la cooperante ha dovuto adattarsi a codici culturali e regole molto rigide. Durante un incontro con il vice ministro per il lavoro e gli affari sociali, ha raccontato, si è presentata con il velo ma a viso scoperto e ha parlato rivolgendosi al muro, senza essere guardata. Un’esperienza che, secondo Fioretti, mostra quanto sia complesso operare in un contesto in cui le donne sono sottoposte a forti limitazioni.

Il lavoro è stato portato avanti attraverso compromessi e formule considerate accettabili dalle autorità. Un programma destinato ai bambini di un orfanotrofio è stato riavviato con il coinvolgimento dei mahram, gli uomini della famiglia incaricati di accompagnare le donne. Per sostenere le attività femminili nelle abitazioni, il progetto inizialmente chiamato bread for women è stato ripensato come un’iniziativa per produrre pane destinato alle famiglie in povertà.

Educazione e piccoli passi

Fioretti ha riferito anche dell’apertura di una scuola segreta per ragazze, un’esperienza poi interrotta perché ritenuta troppo rischiosa per lo staff. In Afghanistan l’educazione femminile è consentita solo fino alla sesta classe e molte adolescenti restano chiuse in casa. Secondo la cooperante, all’interno dello stesso movimento talebano esistono posizioni diverse sull’istruzione delle donne, ma il margine di azione resta estremamente ridotto.

La strategia adottata, ha spiegato, non punta allo scontro diretto, ma alla ricerca di spazi di intervento compatibili con i divieti imposti. A luglio 2025 è stato istituito un premio per l’imprenditoria femminile, iniziativa che l’organizzazione intende ripetere nel 2027. L’obiettivo è favorire una trasformazione interna attraverso strumenti concreti, senza rinunciare al sostegno alla popolazione.

Nel corso dell’incontro sarà affrontato anche il ruolo delle istituzioni locali nella costruzione della pace. Fioretti ha richiamato la decisione dell’Università di Pisa di non partecipare a ricerche che possano contribuire allo sviluppo di armi e ha indicato, per i Comuni, il sostegno ai giovani delle periferie, gli aiuti economici alle persone in difficoltà e le borse di studio per chi proviene dai Paesi più poveri. Secondo la cooperante, intervenire sulle disuguaglianze e garantire accesso a formazione e informazione è essenziale per contrastare le cause profonde dei conflitti.