Disordini interni

Rivolta nel carcere di Pisa, la diretta TikTok del detenuto

Il giovane albanese, condannato a otto anni, ha mostrato celle e barricate durante la protesta conclusa con quattro arresti.

Rivolta nel carcere di Pisa, la diretta TikTok del detenuto

Una diretta su TikTok trasmessa dall’interno del carcere Don Bosco di Pisa ha documentato la sommossa scoppiata mercoledì sera nel secondo reparto giudiziario. Le immagini, diffuse dal profilo poi oscurato Vlore_22, hanno mostrato corridoi, barricate e momenti della protesta, conclusa all’alba con quattro arresti.

Secondo quanto ricostruito, tra i protagonisti della diretta ci sarebbe Daniel Myrtaj, 24 anni, detenuto albanese. Il giovane è comparso davanti alla telecamera con una bandana nera, parlando sia in italiano sia in albanese. La trasmissione avrebbe raccolto oltre mezzo milione di mi piace e migliaia di visualizzazioni, mentre i detenuti chiedevano che le immagini venissero diffuse all’esterno.

Le denunce sulle condizioni del carcere

Durante la diretta Myrtaj ha mostrato alcune microspie che, secondo il racconto dei reclusi, sarebbero state trovate sotto i materassi. Una di queste sarebbe stata collocata dagli investigatori nell’ambito di accertamenti legati alla droga. Il detenuto ha contestato la presenza dei dispositivi, sostenendo che, al posto delle apparecchiature, sarebbero necessari beni di prima necessità.

La protesta ha riguardato anche le condizioni della struttura. I detenuti hanno denunciato la mancanza di interventi di igiene e disinfestazione, la presenza di topi, ratti e insetti, oltre all’assenza di acqua calda. Nelle immagini e nelle dichiarazioni raccolte durante la sommossa sono state mosse critiche anche all’uso di psicofarmaci e Brufen all’interno dell’istituto. Si tratta di contestazioni espresse dai reclusi durante la diretta.

Il sovraffollamento dopo i trasferimenti

La situazione del Don Bosco si sarebbe aggravata dopo il trasferimento a Pisa di decine di detenuti provenienti da Sollicciano, il carcere fiorentino dove sette sezioni erano state sequestrate perché non a norma. L’istituto pisano avrebbe così superato le 300 presenze, a fronte di una capienza regolamentare indicata come molto inferiore.

Nel corso della live Myrtaj ha raccontato anche la propria vicenda giudiziaria. Nato nel 2002 a Valona, deve scontare otto anni per due rapine aggravate commesse nel gennaio 2023 ai danni di persone anziane. La condanna è stata pronunciata nel luglio 2024 dal Tribunale di Pistoia. Il suo nome era già comparso nelle cronache nel 2021, quando a Firenze era stato arrestato dopo l’aggressione a un addetto alla sicurezza del Mercato Centrale.

La sommossa del Don Bosco non rappresenta un episodio isolato nella storia recente del carcere pisano. Nell’agosto 2017 circa quaranta detenuti si erano ribellati dopo il suicidio di un giovane recluso. Nel marzo 2020 erano scoppiati disordini durante l’emergenza Covid, mentre nel settembre 2022 una protesta aveva portato alla devastazione di un’intera sezione. Nei mesi successivi si erano verificati ulteriori disordini, accompagnati da incendi e violenze.